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<title>Serpenti in cucina (Blog)</title><link>http://www.lacucinaditonia.com/dblog/</link>
<description>Serpenti in cucina (Blog)</description><language>it</language>
<item>
	<title><![CDATA[Irrigatore a tre vie - Arduino UNO]]></title>
	<description><![CDATA[Usa un orologio con alimentazione e funzionamento indipendente da Arduino, regolabile da pulsanti.
<br/>
<br/>
Si pu&ograve; settare l'ora in cui iniziare l'irrigazione che pu&ograve; usare tre elettrovalvole su tre circuiti idrici indipendenti per un tempo totale minimo di un minuto e massimo di cinquantotto minuti.
<br/><br/>
Il settaggio viene registrato in EEPROM, in modo che, anche in caso di mancanza di alimentazione, i dati non vengano persi.
<br/><br/>
Il circuito &egrave; stato pensato per l'utilizzo in campagna, quindi se deve irrigare 
per prima cosa accende una pompa che spinga l'acqua verso le elettrovalvole.
La pompa si spegner&agrave; quando il tempo totale di irrigazione &egrave; stato superato.
<br/><br/>
Segnalo che tutte le elettrovalvole a 12V da me provate non funzionano con acqua a bassa pressione, come quella che pu&ograve; dare una pompetta da acquario a 12V.
<a href="/public/Irrigatore_R1_elettrovalvole.jpg">
<img src="/public/Irrigatore_R1_elettrovalvole_200px.jpg"> </a>
<br/><br/>
Se non avete una pompa che spinga acqua a pressione potete sostituire le elettrovalvole con altrettante pompette a 12V che spingano ognuna l'acqua nel proprio circuito non usando il relais che nel progetto comanda la pompa principale.
<br/><br/>
Se avete un minimo di capacit&agrave; di programmazione e avete capito la logica del programma potrete facilmente adattarlo alle vostre esigenze.
<br/><br/>
Tutte le istruzioni sono espresse in forma esplosa per facilitare la comprensibilit&agrave;, i punti cruciali sono commentati.
<br/><br/>
Per la realizzazione servono:

<br/>
Un Arduino UNO;
<br/>
Un display DFRobots;
<br/>
Un modulo orologio DS3231;
<br/>
Una scheda con 4 relais;
<br/>
Un alimentatore;
<br/>
Cavi, cavetti e scatola.
<br/><br/>
<a href="/public/Irrigatore_R1_Arduino.jpg">
<img src="/public/Irrigatore_R1_Arduino_200px.jpg"> </a>
<a href="/public/Irrigatore_R1_DFRobot_Display.jpg">
<img src="/public/Irrigatore_R1_DFRobot_Display_200px.jpg"> </a>
<a href="/public/Irrigatore_R1_scheda_relais.jpg">
<img src="/public/Irrigatore_R1_scheda_relais_200px.jpg"> </a>
<br/>
<img src="/public/Irrigatore_R1_orologio_DS3231.jpg"> 
<br/><br/>
Collegati come nella foto sotto.
<br/><br/>
<a href="/public/Irrigatore_R1_connessioni.jpg">
<img src="/public/Irrigatore_R1_connessioni_200px.jpg"> </a>
<br/><br/>

L'inscatolamento &egrave; sempre il punto dolente di tutte le realizzazioni.
<br/>
Ho inserito il tutto in una scatola di plastica per impianti elettrici aggiungendo un alimentatore 12V 5A con il quale alimento la pompa e le valvole come mostrato nella foto sotto.
<br/> <br/>
<a href="/public/Irrigatore_R1_inscatolato.jpg">
<img src="/public/Irrigatore_R1_inscatolato_200px.jpg"> </a>
<br/> <br/>
Quando acceso il display mostra le indicazioni fornite.
<br/> <br/>
<a href="/public/Irrigatore_R1_indicazioni_attuali.jpg">
<img src="/public/Irrigatore_R1_indicazioni_attuali_200px.jpg"> </a>
<br/><br/>
Prima della compilazione &egrave; necessario installare le librerie:
<br/>
LiquidCrystal.h
<br/>
Wire.h
<br/>
DS3231.h
<br/>
EEPROM.h
<br/>
<br/>

<a href="/public/Irrigatore_R1_programma.txt">
Il Listato del programma lo trovate a questo link.
</a>


]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.lacucinaditonia.com/dblog/articolo.asp?articolo=199]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.lacucinaditonia.com/dblog/articolo.asp?articolo=199</guid>
	<dc:date>2021-07-30T14:55:06+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Piton</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Le chiese vuote e l’Umanesimo integrale]]></title>
	<description><![CDATA[ <div><img src="/public/Chiese_vuote.JPG" alt="" /></div>

<br/>La secolarizzazione in Europa sembra non conoscere soste.<br />
Nei Paesi del Nord la pratica religiosa &egrave; da tempo su livelli bassi (Scandinavia, Regno Unito, Olanda: 
<br/>minore del 10 per cento), e ciononostante continua lentamente a calare (Germania, Francia); <br/>non resiste neppure la tradizionale tendenza femminile alla religiosit&agrave;.<br/><br/>
...
<br/>
La novit&agrave; &egrave; che ora crolla anche il numero di coloro (non praticanti) che si definiscono “cristiani”.<br/>
<br/>
Nasce dunque spontanea la domanda: l’uomo moderno ha ancora bisogno di Dio e della religione? <br/>Dai dati riportati sembrerebbe di no.<br/>
...<br/>
<br/>
Perch&eacute; allora la religiosit&agrave; organizzata intorno alla funzione domenicale &egrave; stata vitale fino a 50 anni fa? <br/>Forse, il mondo era fatto di tanti “piccoli villaggi”, <br/>nei quali le comunit&agrave; locali gi&agrave; erano costituite prima di entrare in chiesa, <br/>dove “si sapeva tutto di tutti”. <br/><br/>

Nella sua analisi, l'osservatore romano trascura un dato fondamentale.<br/><br/>
La rete.<br/><br/>

Prima della rete ogni comunit&agrave; guardava solo a quanto succedeva all'interno del suo recinto culturale, <br/>le informazioni e la "verit&agrave;" venivano dai soliti noti e non c'erano i mezzi culturali per metterla in dubbio.<br/><br/>

Oggi i giovani guardano costantemente "oltre il recinto" e il solo fatto di sapere che nel mondo ci sono 2800 divinit&agrave; e decine di migliaia di religioni, tutte vere, a chi ha un briciolo di spirito critico, appare subito evidente che, quanto raccontato come unico vero cinquanta anni fa, non pu&ograve; essere tale.<br/><br/>

La chiamano secolarizzazione ma, &egrave; solo informazione diffusa e non ci sono cure per fermarla e tornare ai bei tempi andati.<br/><br/>
Dovranno rassegnarsi.<br/>
Con la nascita della rete, niente sar&agrave; pi&ugrave; come prima.<br/><br/>
<a href="https://www.osservatoreromano.va/it/news/2021-02/quo-043/le-chiese-vuote-br-e-l-umanesimo-integrale.html?fbclid=IwAR2cb3FW3LISdYxyVglk5iGMRQmO2Bg49NuEA2wMb3Yk-SVA8s2TLz7Utdk" >Leggi l'articolo dell'osservatore romano </a>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.lacucinaditonia.com/dblog/articolo.asp?articolo=198]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.lacucinaditonia.com/dblog/articolo.asp?articolo=198</guid>
	<dc:date>2021-02-24T11:43:10+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Piton</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[CRONOGRAFO BALISTICO con Arduino Uno  ]]></title>
	<description><![CDATA[<div>E’ uno strumento per misurare la velocit&agrave; dei proiettili, un progetto del 2017 che in questi anni ha funzionato benissimo. <br /></div>
<div><a href="/public/Cronografo_1_1024.JPG"> <img src="/public/Cronografo_1_450.JPG" alt="" /></a></div>
<br />
Praticamente ci sono due sensori messi a una distanza precisa tra loro.
<br />
Il primo appena sente il proiettile fa partire il tempo.
<br />Il secondo appena sente il proiettile ferma il tempo.
<br />Se la distanza tra i due era ad esempio un metro ed il tempo indicato era un secondo il proiettile viaggiava a un metro al secondo.
<br />Se il tempo era un decimo di secondo, il proiettile viaggiava a 10 metri al secondo e via cos&igrave;.
<br />Oggi come sensori si usano dei fotodiodi o dei fototransistors, nei cassetti avevo fotodiodi e quindi ho usato quelli e tra quelli che ho scegliendo i pi&ugrave; sensibili.
<br />
<br />Come supporto ai due fotodiodi ho usato un tubo da idraulica dotato di tappi  a cui ho praticato due fessure con la sega circolare.
<br /><a href="/public/Cronografo_2_1024.JPG"><img src="/public/Cronografo_2_450.JPG" alt="" /></a>
<br />
I fotodiodi li ho collocati all’interno di un pezzo di tubo di  plastica, a cui ho eliminato uno spicchio, un po’ pi&ugrave; grande del  diametro interno del tappo in modo che ci entri a forza e in modo  stabile.
<br />
I fotodiodi che ho usato sono cilindrici, di vetro e molto sottili, circa due millimetri di diametro, quindi li ho inseriti in un foro praticato in un pezzetto di acrilato tagliato da una lastrina spessa circa un centimetro che avevo da qualche parte, avvitando poi il blocchetto dentro allo spezzone di tubo da inserire nel tappo.
<br /><a href="/public/Cronografo_tappo_2_1024.JPG"><img src="/public/Cronografo_tappo_2_450.JPG" alt="" /></a><br />
<br />
<a href="/public/Cronografo_tappo_1_1024.JPG">
<img src="/public/Cronografo_tappo_1_450.JPG" alt="" /></a><br />
Detta cos&igrave; sembra complicato ma, se guardate le immagini capite tutto 
<br />
Una volta assemblato il tappo lo si spinge dentro il tubo fino a far arrivare la testa del fotodiodo proprio sotto la fessura nel tubo.
<br /><a href="/public/Cronografo_connettore_1024.JPG"><img src="/public/Cronografo_connettore_450.JPG" alt="" /></a>
<br />
Le alette metalliche che vedete sorrette dai collari servono per innestare i portalampade delle luci a LED necessarie se si vuole usare lo strumento al buio o di notte.
<br />
Di giorno non servono, basta la luminosit&agrave; del cielo ad eccitare i fotodiodi.
<br />Come generatori di luce ho usato quei supportini flessibili con tre led bianchi da collegare alla porta USB del PC che regalavano insieme alle apparecchiature.
<br /><a href="/public/Cronografo_luci_1024.JPG"><img src="/public/Cronografo_luci_450.JPG" alt="" /></a><br />
<br />
<br />Ho sostituito i tre LED con uno ad alta efficenza alimentato attraverso una resistenza da circa 300 Ohm a dargli circa 30 mA  a 9 volt e fanno una luce sufficiente ad eccitare i fotodiodi.
<br />
<br />Per connetterli al tubo portante e fargli arrivare i nove volt, ho usato degli spinotti microfonici maschi e femmine.
<br />Ho dovuto saldare a stagno una linguetta sui maschi ed un alloggiamento sulla base della femmina perch&eacute; dentro al buco tondo tendevano a girare con piccole sollecitazioni.
<br />Il vento, ad esempio li avrebbe mossi spostando il fascio di luce dal fotodiodo e guastando la misura.
<br />Durante gli esperimenti con le versioni precedenti sparavo sopra lo strumento a mano libera, cercando di far passare il colpo il pi&ugrave; vicino possibile ai sensori e una volta sparai tanto vicino da portarmi via il secondo fotodiodo con tutto il tubo.
<br />Serviva un supporto certo per la canna del fucile e meccanicamente separato dalla barra dei sensori perch&eacute; il rinculo, se connessi, avrebbe smosso tutto.
<br />Avevo in soffitta la base di un ventilatore brandeggiante ed ho usato quella.
<br />In cantina c’era un blocchetto di  legno di buona qualit&agrave;, gli ho fatto un foro del diametro del tubo del portaventilatore e ce l’ho ficcato sopra.
<br />Pensavo che i lati del blocchetto di legno fossero in squadra... e invece no.
<br />Il buco non &egrave; venuto perfettamente verticale, ai fini delle prestazioni non importa ma alla vista non &egrave; piacevole ed ho dovuto correggere l’inclinazione portandola orizzontale con dei blocchetti sagomati per contenere le canne.
<br /><a href="/public/Cronografo_contenitore_1024.JPG"><img src="/public/Cronografo_contenitore_450.JPG" alt="" /></a><br />

<br />Dentro alla scatola da elettricista c’&egrave; Arduino Uno con sopra un dislay due righe da 16 caratteri, sei batterie da 1,5 Volt, una schedina millefori sulla quale ho montato degli amplificatori/squadratori del segnale che arriva dai fotodiodi, l’altra femmina da pannello per connettere il cavo e sul coperchio della scatola un pulsante di RESET, l’interruttore di accensione e due LED uno rosso che si accende quando il primo fotodiodo capta un segnale e uno blu connesso al secondo.
<br />Servono, passando la mano sui sensori, a verificare che il “coso” abbia luce a sufficienza.
<br /><a href="/public/Cronografo_circuito_interno_1024.JPG"><img src="/public/Cronografo_circuito_interno_450.JPG" alt="" /></a>
<br />

In questa nuova versione del software il pulsante di RESET oltre che azzerare tutte le variabili, visualizza la tensione di batteria che, con i LED per l’illuminazione di notte accesi scende rapidamente.
<br />Nelle prime versioni avevo scelto la strada pi&ugrave; facile per contare il tempo tra i due eventi.
<br />Arduino Uno ha degli ingressi in cui legge la tensione ad essi applicata e la trasforma in un numero, si chiamano piedini o porte analogiche.
<br />L’idea era quella di leggere direttamente la tensione ai capi dei fotodiodi, che si alzava quando passava un’ombra e far scattare o fermare il tempo.
<br />Funziona benissimo solo che alla prova sul campo “dava i numeri”, nel senso che per lo stesso tipo di cartuccia a volte dava 425 m/s e a volte 380 m/s.
<br />Il problema sta nel tempo che Arduino impiega per leggere la tensione,  trasformarla in numero e fare i confronti con quella normale, 135 microsecondi.
<br />Sembra poco ma un proiettile che viaggia intorno ai 400 metri al secondo impiega 1350 microsecondi a percorrere il mezzo metro circa che c’&egrave; tra i sensori, quindi il sistema introduce un errore di pi&ugrave; o meno il 10% che &egrave; un’enormit&agrave;.
<br />
<br />Ho scoperto da poco che c’&egrave; un modo per ridurre questo tempo leggendo direttamente “il ferro” come si diceva una volta, cio&egrave; leggendo direttamente il convertitore analogico/digitale che c’&egrave; su Arduino ma, anche cos&igrave; il tempo necessario sta intorno ai 20 microsecondi, sempre troppo.
<br />Ho scelto di usare gli ingressi digitali di Arduino Uno che, ho misurato, impiegano tra gli 8 ed i 12 microsecondi per testare se il piedino sta On o se sta Off e coi tempi quasi ci siamo, se fossero pi&ugrave; piccoli sarebbe meglio e ho scoperto da poco che si pu&ograve; migliorare, sempre leggendo “il ferro”.
<br />Sar&agrave; la versione 8.2 del mio Software 
<br />Per leggere i segnali digitali &egrave; necessario che i sensori mandino ad Arduino segnali digitali, cio&egrave; o zero Volt o +5Volt, netti.<br />Bisogna quindi amplificare e squadrare i deboli segnali captati dai fotodiodi.
<br />Per farlo ho usato il circuito qua sotto.
<br /><a href="/public/Schema elettrico TRIGGER_1024.jpg">
<img src="/public/Schema elettrico TRIGGER_450.jpg" alt="" /></a><br />
<br />Nello schema manca la resistenza da 10K ohm tra i +5Volt ed il piedino due per tenerlo alto, piedino che sbatto a massa attraverso il pulsante reset.<br />Resistenza  che ho saldato direttamente su Arduino.
<br />
<br /><a href="/public/Cronografo_con_display_R8.1.txt">Qui il listato del software necessario </a>
<br />Nel listato sono ancora presenti dichiarazioni di variabili che servono solo in fase di test ed interi blocchi di programma sono trasformati in commenti da riattivare sempre in caso di ulteriori test.
<br />
<br />I commenti sono diretti a qualcuno, come mia figlia, che sta iniziando i primi passi in questo strano mondo, quindi sono anche troppo prolissi, con instruzioni esplose invece che compattate.
<br />Siate clementi 
<br />Quella proposta non &egrave; LA soluzione al problema ma la mia soluzione che pu&ograve; sempre essere migliorata ed usata come spunto per altre soluzioni.<br />Scrivendo questa nota spero di aver fatto cosa gradita a qualcuno.<br />
<br />P.S.
<br />Funziona e non da pi&ugrave; i numeri.
<br />Ho fatto dei cambiamenti per leggere i pin direttamente sui registri di Arduino portando il tempo di lettura ad alcune centinaia di nanosecondi, quindi a livelli trascurabili.
<br />Trovare il modo di farlo per&ograve; non &egrave; stato facile.
<br />Dopo aver esplorato la rete e provato improbabili istruzioni di cui non capivo il senso ma sperando nella competenza di colui che le aveva scritte non ho cavato un ragno dal buco.
<br />Allora mi sono messo a sperimentare cosa ritornavano i registri ed a pensare in proprio.
<br />Da quanto risulta il piedino dodici, ad esempio,  si trova nel quarto bit del registro PINB.
<br />Allora leggo il registro e sposto a destra di quattro posizioni tutti i bit del registro, cos&igrave; il primo a destra diventa  lui , poi faccio un AND logico in binario col il byte 00000001.
<br />Dato che l'AND torna UNO solo se entrambi i bit sono a UNO nella pratica leggo le variazioni di  stato di quel bit, se varia varia perch&eacute; &egrave; variato lo stato del pin, quindi in pratica leggo lo stato del pin che mi interessa, messo in prima posizione, il primo, che poi confronto col primo bit del mio byte di confronto messo a UNO.
<br />Le spiegazioni di dettaglio le trovate nei commenti del listato che linko sotto.
<br />Ho cancellato tutto l’inutile ed ora &egrave; pulito e molto pi&ugrave; leggibile, spero.
<br /><a href="/public/Cronografo_con_display_R8.2.txt"> Listato versione 8.2 </a>
<h3 class="_2cuy _50a1 _2vxa">Ulteriori modifiche</h3>
<br />Dato che ormai l’errore della misura &egrave; dato solo dalla lettura del tempo in microsecondi che fa l’orologio di Arduino, che non li conta ad uno ad uno ma a quattro a quattro,  l’errore pu&ograve; essere di pi&ugrave; o meno 0,3 %   per un proiettile che viaggia a 400 metri al secondo.
<br />Usare la seconda riga del display per scriverci i microsecondi  misurati &egrave; uno spreco  dato che quel dato non &egrave; di alcuna utilit&agrave; e non serve a nessuno allora ho pensato ad  un dato importante per chi prova le cartucce che &egrave; la temperatura e l’umidit&agrave; dell’aria.
<br />A quanto dicono, modificano fortemente le caratteristiche della polvere usata per caricarle.
<br />
<br />Avevo nei cassetti un sensore DHT22 e l’ho inserito nel circuito aggiungendo solo alcune linee di codice al programma, il cui listato lo trovate al link sotto.
<br />Adesso sulla prima riga mostra i metri al secondo misurati e nella seconda riga mostra la temperatura dell’aria e la sua umidit&agrave; al momento della misura.
<br /><a href="/public/Cronografo_con_display_R9.txt"> Listato Versione 9 </a>
<br />
<h3 class="_2cuy _50a1 _2vxa">Nuova Release del 29 Agosto 2017</h3>
<br />Alle versioni precedenti ho aggiunto una funzione per calcolare la velocit&agrave; media dei colpi sparati, massimo 10,  ed ho calcolato il tempo di volo del proiettile usando il Timer T2 di Arduino invece che l’istruzione micros() che scatta di quattro microsecondi alla volta.
<br />
I Timer di Arduino hanno dei prescaler, cio&egrave; dei divisori delle “battute” (clock) del sistema che oscilla a 16 Megahertz.
<br />I Timer zero e uno usano lo stesso prescaler quindi modificando uno dei due si modifica anche l’altro influenzando cos&igrave; molte funzioni di sistema.
<br />Il Timer T2 invece ha un suo prescaler che, modificandolo, non influenza le prestazioni del sistema se non per l’uso in PWM (modulazione di ampiezza di impulso) di alcuni piedini che non uso in quella modalit&agrave;, quindi &egrave; il candidato ideale.
<br />I registri sono zone di memoria di solito di otto bits a cui &egrave; stato dato un nome e anche ai loro bit &egrave; stato dato un nome perch&eacute;, anche se posti in registri diversi operano sulla stessa funzione.
<br />
<br />Il Timer T2 ha due registri attraverso i quali si pu&ograve; modificare il prescaler.
<br />
<a href="/public/Cronografo_registro_TCCR2A.jpg">
<img src="/public/Cronografo_registro_TCCR2A_450.jpg" alt="" /></a>
<br />
Pag. 127 del datasheet dell'ATmega328P
<br />
<a href="/public/Cronografo_registro_TCCR2B.jpg">
<img src="/public/Cronografo_registro_TCCR2B_450.jpg" alt="" /></a>
<br />
Pag. 130 del datasheet dell'ATmega328P

<br /><a href="/public/Cronografo_Bit_del_clock.jpg"><img src="/public/Cronografo_Bit_del_clock_450.jpg" alt="" /></a>
<br />
Pag 131 del datasheet dell'ATmega328P

<br />In soldoni nel setup del programma modifico il Timer T2 facendo dividere per 8 il clock di sistema, cos&igrave; il contatore scatta ogni mezzo microsecondo, scrive questi click in un byte quindi al massimo pu&ograve; contare fino a 256 poi azzera e ricomincia.
<br />Allora abilito l’interrupt di overflow e ogni volta che raggiunge il massimo me lo segno cos&igrave; per sapere quanti mezzi microsecondi sono passati dall’evento basta leggere quanto segna il contatore ed aggiungere quante volte ha raggiunto il massimo moltiplicando il numero di volte per 256.
<br />Per verificare che il metodo funziona davvero ho provato ad usare contemporaneamente entrambi i metodi di lettura del tempo di volo, con micros() e con il conteggio dei mezzi microsecondi scrivendo il risultato sulle due righe del display.
<br />I numeri erano identici fino al secondo decimale ma, l’ho provato passandoci la mano sopra con una velocit&agrave; massima misurata di poco pi&ugrave; 5 m/s.
<br />Penso che le differenze nell’errore si vedranno misurando velocit&agrave; superiori ai 400 m/s.
<br />Nella versione con l’uso di micros l’errore era + o - 8 microsecondi (quattro misurando il primo diodo e quattro misurando il secondo).
<br />In questa versione l’errore &egrave; mezzo microsecondo misurando il primo diodo e mezzo microsecondo misurando il secondo, quindi in totale +o- un microsecondo che sui 1350 di volo del proiettile &egrave; davvero poco.
<br />Nel listato del programma al link sotto trovate l'ultima versione del software e nei commenti ci sono i dettagli sul come modificare in binario il valore dei bit di quei registri.
<br /><a href="/public/Cronografo_con_display_R9.2_new.txt">Ultima versione 9.2</a><br />
<br />
Spiego meglio le istruzioni che modificano i tick del timer 2 perch&eacute; dai commenti che ho scritto sul listato non si capiscono bene.
<br />
Ho dato per scontate un mucchio di cose, provo a rimediare.
<br />
// Modifiche al Timer T2
<br />
 <br />TCCR2B = TCCR2B &amp; 0b11111000 | 0x02;             
 <br />TIMSK2 |= 0b00000001;              
 <br />TCCR2A &= 0b11111100;            
 <br />TCCR2B &= 0b11110111;           
<br />
<br />Come mostrano le tabelle sopra, per <br />ottenere la divisione dei 16 Mhz <br />del clok per 8 bisogna operare sul <br />registro TCCR2B che ha otto bit, scrivendo sui suoi primi tre bit "010" e sul quarto bit "0".
<br />
<br />Bisogna anche modificare il registro TCCR2A mettendo a zero i bit in prima e seconda posizione.
<br />
<br />Per ottenere questo, senza modificare il valore dei bit che stanno in altre posizioni all'interno del 
<br />registro e che non vogliamo disturbare, prima faccio un'operazione logica booleana AND tra i bit del registro e gli otto bit che scrivo io e che sono "11111000".
<br />
<br />La logica AND ritorna il valore "1" se e solo se entrambi gli ingressi sono "1", quindi avendo messo tre "0" nelle prime tre posizioni, la logica AND  metter&agrave; a zero i primi tre bit del registro qualunque fosse il valore che c'era, lasciando invariati gli altri.
<br />
<br />Per&ograve; a noi serve anche che in seconda posizione ci sia anche un "1" e allora scriviamo un altro numero binario, in questo caso l'ho scritto in forma esadecimale 0x02 che esplosa in binario diventa un byte fatto cos&igrave; 00000010.
<br />
<br />
Operando una logica OR tra questo byte e quello nel registro ottengo di mettere un "1" in seconda posizione perch&eacute; per la 
<br />logica OR basta che tra i due confronti ci sia un "1" per avere un "1" in uscita, solo gli ingressi entrambi a zero danno in uscita zero.
<br />
La logica OR &egrave; il contrario della logica AND.
<br />
<br />Per la AND l'uscita va a "1" solo se entrambi gli ingressi stanno a "1".
Quindi se volete lasciare inalterati dei bit di un byte fate un AND con un numero binario che ha quei bit a “1”.
<br />
<br />
Per la OR l'uscita va a zero solo se entrambi gli ingressi stanno a "0".
<br />
<br />
Se volete lasciare inalterati dei bit di un byte fate un OR con un numero binario che ha quei bit a “0”.
<br />
<br />
Insomma, per scrivere degli zero in un byte usate la logica AND per scrivere degli uno usate la logica OR.
<br />
<br />
Il simbolo dell'istruzione AND &egrave; "&", il simbolo dell'istruzione OR &egrave; "|".
]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.lacucinaditonia.com/dblog/articolo.asp?articolo=197]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.lacucinaditonia.com/dblog/articolo.asp?articolo=197</guid>
	<dc:date>2019-09-18T16:39:35+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Piton</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[MUSICA - Quello che ho capito]]></title>
	<description><![CDATA[<div><span><img src="/public/chitarra_classica_particolare_800.jpg" alt="" /><br /></span></div>
<div><span>La musica &egrave; fatta di suoni ordinati, nell’ordine che riteniamo piacevole.</span></div>
<div><span></span></div>
<span><br />Di  quei suoni ne abbiamo scelto dodici, che chiamiamo scala e che hanno  tra loro determinate distanze in frequenza, dette intervalli.<br />Dei  dodici suoni solo a sette di essi abbiamo dato  un nome, per motivi che  vengono da lontano nel tempo e le abbiamo chiamate note.<br />Do Re Mi Fa Sol La Si<br />Gli altri suoni li identifichiamo come “quello dopo la tal nota o quello prima della tal nota”.<br />Per  indicare quel suono come quello dopo la nota Do aggiungiamo il segno  cancelletto al nome della nota Do# (Do diesis) oppure se lo indichiamo  come quel suono prima della nota Re aggiungiamo una piccola B al nome  della nota, Reb(Re bemolle).<br /></span> 
<div><span>Entrambe le notazioni indicano lo stesso suono.</span></div>
<div><span><img src="/public/Ottave Frequenze 800.JPG" alt="" /><br /></span></div>
<div><span><br /></span></div>
<div><br /><span><span>Cos&igrave;, il nome dei dodici suoni presenti nella scala di Do, ad esempio, sono:<br /><br /><span class="_4yxo">Do  Do#  Re  Re#  Mi  Fa  Fa#  Sol  Sol#  La  La#  Si </span><br /> <br />Per convenzione si &egrave; definito di chiamare semitoni i dodici intervalli della scala e toni due intervalli contigui.<br />In  altre parole e nell’esempio della scala di cui sopra, tra il Do ed il  Re ci sono due semitoni perch&eacute; ce n’&eacute; uno in mezzo occupato dal Do#,  quindi si dice che il Re sta alla distanza di un Tono dal Do (un tono &egrave;  la somma di due semitoni).<br /><br />Anche il Mi sta alla distanza di un Tono dal Re, perch&eacute; in mezzo c’&egrave; il Re#.<br />Invece  il Fa NON sta ad un tono di distanza dal Mi perch&eacute; il Mi non ha alcun  diesis, quindi la distanza tra il Mi ed il Fa &egrave; di un semitono.<br />Stessa cosa con il Si che non ha un diesis, quindi tra il Si ed il Do successivo c’&egrave; solo un semitono.<br /><br />La  cosa importante nella successione dei suoni di una scala ed anche ci&ograve;  che distingue una scala da un’altra &egrave; la disposizione dei salti da  effettuare suonando,  gli intervalli.<br /><br />La scala di sui sopra &egrave; la  scala che conosciamo tutti, &egrave; detta scala Maggiore diatonica ed &egrave;  caratterizzata non dal nome delle note che si suonano ma, dalla  successione di toni e semitoni da suonare.</span></span></div>
<div><br />
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa"><span class="_4yxo">Qualsiasi scala maggiore che parta da qualsiasi nota deve susseguirsi come:<br />Tono  Tono  Semitono   Tono   Tono   Tono   Semitono</span></div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa">Sono questi intervalli che costituiscono la scala maggiore.<br />Quindi, partendo dalla nota Do e seguendo la regola otteniamo la scala scritta sopra, quella maggiore di Do.<br /><br />Se invece di iniziare la scala dal Do la iniziamo dal Re, la successione dei suoni da suonare e:<br /><span class="_4yxo">Re        Mi         Fa#      Sol             La      Si        Do#     Re</span><br />       Re#     Fa                        Sol#         La#        Do             In questa riga i semitoni saltati.</div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa">Abbiamo quindi la sequenza Tono Tono Semitono Tono Tono Tono Semitono che caratterizza tutte le scale maggiori.<br />Tra il Re ed il Mi c’&egrave; di mezzo il Re#, quindi un tono<br />Tra il Mi ed il Fa# c’&egrave; di mezzo il Fa, quindi un altro tono<br />e cos&igrave; di seguito.</div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa">Cambiando la sequenza degli intervalli si possono costruire diverse scale ma, l’altra che ci interessa, perch&eacute; molto usata, &egrave; la scala minore.</div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa"><br /></div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa"><img src="/public/Modi delle scale 800.JPG" alt="" /><br /></div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa"><span>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa">E’ caratterizzata dai seguenti intervalli:<br /><br />Tono      Semitono     Tono      Tono    Semitono     Tono      Tono <br />Ad esempio, la scala di Do minore &egrave;:<br /> <span class="_4yxo">DO       RE     MIb         FA          SOL       LAb        SIb       DO 	</span> <br />         Do#                     Mi         Fa#                             La    In questa riga i semitoni saltati.</div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa">Dato che la posizione delle note su una scala NON &egrave; costante mentre la scala &egrave; sempre e comunque formata da sette posizioni, invece di identificare le posizioni col nome delle note, li si identifica con la posizione dei suoni in essa, posizioni   che si chiamano GRADI di una scala.<br />Quindi una scala di sette note, qualunque essa sia, avr&agrave; sette gradi, nominati coi numeri romani.<br /><br />I°          II°           III°            IV°           V°         VI°        VII°<br /><br />Il primo grado, e la nota che lo occupa, d&agrave; il Tono alla scala e quella posizione si dice Tonica.<br />Al secondo grado c’&egrave; la Sopratonica<br />Al terzo la Modale<br />Al quarto la Sottodominante<br />Al quinto la Dominante<br />Al sesto la Sopradominate<br />Al settimo la Sensibile</div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa"><br /></div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa"><img src="/public/Modo maggiore 800.JPG" alt="" /><br /></div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa"><span>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa"><img src="/public/Modo minore 800.JPG" alt="" /><br /></div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa"><br /></div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa">La cosa da notare &egrave; che l’orecchio umano trova piacevole il suono generato dalle note suonate nella sequenza  I°  VI°  II°  V° grado, cio&egrave; Tonica, Sopradominante, Sopratonica e  Dominante nella scala prescelta.<br />Su questo fatto si basano i vari “giri armonici” per chitarra ma, anche la sequenza delle note Tonica,   Dominante e Sottodominante generano suoni piacevoli all’orecchio.<br />Suonare una sequenza arrivando alla sensibile d&agrave; all’orecchio un senso di incompletezza, come qualcosa che rimane appeso e che si “risolve” nella tonica che d&agrave; la sensazione di compiuto.</div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa">Nel caso della scala maggiore di Do, quando si arriva al Si il senso di compiuto arriva col Do.<br />Quasi tutti i brani e le canzoni cominciano con la tonica e finiscono con la tonica.<br /><br />Da notare che partendo a costruire una scala dal sesto grado di una scala maggiore, si ottiene una scala minore naturale.<br />Infatti, partendo dal La della scala di Do Maggiore si ottiene:<br />La    Si    Do    Re   Mi   Fa    Sol   <br />fatta da Tono - semitono(il Si) - Tono - Tono - semitono(il Mi) - Tono - Tono<br /><br />Le scale maggiori generano brani “allegri”,  quelle minori “tristi o malinconici”<br /><br />Come si riconosce la scala usata leggendo uno spartito?<br />Dalle alterazioni di quella scala rispetto a quella di Do.<br />Se guardiamo all’immagine sotto, sar&agrave; subito evidente che, la scala di Do non ha alcuna alterazione, mentre quella di Sol ha una variazione/alterazione rispetto a quella del Do.<br />Invece di suonare il Fa si suona il Fa#</div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa"><img src="/public/Variazioni 800.JPG" alt="" /><br /></div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa"><span>Per segnalare la cosa, sulla chiave dello spartito si mette un #  in corrispondenza della nota che dovr&agrave; essere suonata sempre come  diesis, cio&egrave; un semitono sopra.<br />Oppure si mette una b nel rigo della nota che dovr&agrave; essere suonata sempre come bemolle, cio&egrave; un semitono sotto.<br /></span></div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa"><span><br /></span></div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa"><span><img src="/public/Tonalita in chiave 500.JPG" alt="" /></span></div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa"><span><br /></span></div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa"><br /><span><span>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa">Ulteriore considerazione da fare sulle scale &egrave; la loro estensione in frequenza.<br />In altre parole, man mano che si costruisce una scala partendo dalla nota sempre pi&ugrave; lontana dal Do iniziale, man mano cresce la frequenza con cui si dovr&agrave; suonare o cantare.<br />Se la voce non arriva a cantare nella tonalit&agrave; indicata dal brano perch&eacute; troppo alta, si abbassa la tonalit&agrave; della scala e si user&agrave; quella adeguata alla propria voce, con il relativo giro di accordi.<br />Una tonalit&agrave; in La &egrave; pi&ugrave; acuta di una tonalit&agrave; in Do, ovviamente, perch&eacute; si comincia a cantare o suonare cinque gradi SOPRA il Do.<br /></div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa"><br /><span class="_4yxo">ACCORDI</span></div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa">Sulle scale, invece delle singole note, si possono suonare gli accordi che sono composti generalmente da tre note, ad una nota di distanza l’una dall’altra nella scala e suonate tutte e tre insieme.<br />La prima nota, la terza e la quinta della scala.<br />Nella scala di Do<br /><br />L’accordo di Do quindi &egrave; composto dalle note Do  Mi  Sol (si &egrave; saltato il Re ed il Fa).<br />L’accordo di Re &egrave; formato dalle note  Re  Fa  La (si &egrave; saltato il Mi ed il Sol)<br />L’accordo di Mi &egrave; formato dalle note  Mi  Sol  Si (si &egrave; saltato il Fa ed il La)<br />L’accordo di FA &egrave; formato dalle note  Fa  La  Do (si &egrave; saltato il Sol ed il Si) <br />L’accordo di Sol &egrave; formato dalle note  Sol  Si   Re (si &egrave; saltato il La ed il Do) <br />... e via cos&igrave;.<br /><br />Le cose si complicano un pochino perch&eacute; le distanze in toni tra le note dell’accordo NON sono costanti.<br />Ad esempio, la distanza tra il Do ed il Mi del primo accordo (quello di Do) sono quattro semitoni (Do Do# Re Re#)<br />La distanza tra il Mi ed il Sol del terzo accordo (quello di MI) &egrave; di tre semitoni (Mi Fa e Fa#)<br />Una distanza &egrave; minore dell’altra, quindi si dicono accordi minori quelli con la distanza minore e maggiori quelli con la distanza maggiore.</div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa"><img src="/public/Accordi maggiori e minori 800.JPG" alt="" /><br /></div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa">
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa">Da notare che  il terzo grado della scala, quella al centro dell’accordo, non si chiama modale per caso ma, proprio perch&egrave; la nota che contiene &egrave; quella che determina, con la sua distanza dalla prima (la Tonica) la modalit&agrave; dell’accordo, cio&egrave; maggiore o minore.<br />Dato che la terza nota dell’accordo &egrave; sempre “giusta”, nel senso che &egrave; a cinque gradi di distanza dalla tonica, rimane invariata nei due tipi di accordi.<br />Quindi per far diventare minore un accordo maggione, basta suonare la nota di centro, quella che occupa il terzo grado della scala, un semitono sotto.<br />Vale anche al contrario.<br />Mi Sol Si, accordo minore perch&eacute; tra Mi e Sol ci sono tre semitoni, per farlo diventare maggiore,  invece di suonare il Sol si suona il semitono dopo, il Sol#, cos&igrave; i semitoni diventano quattro, come deve essere in un accordo maggiore.<br />Sui testi ed in rete chiamano queste cose come intervallo di terza e intervallo di quinta, maggiore, minore, aumentata o diminuita, se anche sulla terza nota dell’accordo (il quinto grado della scala) si sale o si scende di un semitono.</div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa"><br /></div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa"><span class="_4yxo">LA CHITARRA</span></div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa">E’ uno strumento a corde, sei corde che risuonano su sei note.<br />Cominciando dall’alto, dalla sesta corda, quella pi&ugrave; grossa si hanno le note:</div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa"><span>Mi  La  Re  Sol  Si   Mi<br /><br />Le frequenze delle corde e quindi delle note generate sono quelle dell’immagine.</span></div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa"><span><br /></span></div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa"><span><img src="/public/Corde della chitarra 800.JPG" alt="" /><br /></span></div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa"><br /><span><span>Per lunghezza si intende la lunghezza d'onda del suono generato, ponendo come velocit&agrave; del suono 345 m/s.</span></span></div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa"><span><span>I numeri in alto nell’immagine, che vanno da zero a dodici, indicano i tasti del manico.<br />Ogni  tasto un semitono, al dodicesimo tasto la lunghezza della corda &egrave; la  met&agrave;, quindi la frequenza &egrave; doppia, quindi la nota che suona &egrave; una  ottava sopra alla nota suonata dalla corda a vuoto.</span></span></div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa"><span><span><br /></span></span></div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa"><span><span><img src="/public/Tablatura scala di do maggiore 800.JPG" alt="" /><br /></span></span></div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa"><span><span><img src="/public/Diteggiatura scala di do maggiore 800.JPG" alt="" /><br /></span></span></div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa"><br /><span><span><span>Per suonare gli accordi sulla chitarra si fa in modo che le corde  suonino le note che compongono l’accordo, premendo sui tasti giusti per  ottenerle.<br />Cos&igrave; l’accordo di Do maggiore si ottiene con la seguente diteggiatura:</span></span></span></div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa"><span><span><span><img src="/public/Accordi di Do e di Re maggiori 800.JPG" alt="" /><br /></span></span></span></div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa"><br /><span><span><span><span>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa">Nell’accordo di Do devono suonare le note Do, Mi e Sol.<br />Se analizziamo che suono producono le sei corde premendo sui tre tasti indicati, cominciando dal Mi basso, la corda pi&ugrave; grossa, troviamo che essa a vuoto suona il MI, che fa parte dell’accordo di Do, poi la quinta corda premuta al terzo tasto suona il Do,  la quarta corda premuta al secondo tasto suona il Mi, la terza corda a vuoto suona il Sol, la seconda premuta al primo tasto suona il Do e la prima, il Mi cantino, a vuoto suona il Mi.<br />Quindi tutte e sei le corde suonano le note dell’accordo di Do maggiore.</div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa">A volte succede che non tutte le corde suonano le note dell’accordo, come nel caso  dell’accordo di Re maggiore, dove la sesta corda, il Mi basso, lasciata libera suona il Mi, nota che NON fa parte dell’accordo di Re maggiore.<br />In questo caso quella corda non si suona.</div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa"><span>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa">Gli accordi base, che &egrave; necessario assolutamente imparare se si vuole suonare una chitarra, sono quelli che fanno parte dei giri armonici principali, illustrati nelle immagini a seguire.</div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa"><br /></div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa"><img src="/public/Giri di Do Sol Re 800.jpg" alt="" /><br /></div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa"><img src="/public/Giri di La Mi Fa 800.jpg" alt="" /><br /></div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa"><br /></div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa"><span>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa">I giri armonici si basano sempre sulla successione degli accordi di Tonica (sul primo grado della scala), Sopradominante (sul sesto grado della scala), Sopratonica (sul secondo grado della scala) e Dominate (sul quinto grado della scala).<br />Scritto in modo sintetico: I° ->  VI° ->  II° -> V°   <br />Questa successione &egrave; molto piacevole all’orecchio.</div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa">Se si apre un libro sugli accordi, si scopre che sono migliaia, impossibili da memorizzare tutti ma...<br />Ma c’&egrave; una scappatoia, che sfrutta la particolare architettura delle corde di una chitarra.</div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa">Ad esempio, guardando nell’immagine sopra la diteggiatura dell’accordo di La-  come secondo accordo del giro di Do, si nota immediatamente che il Si- mostrato nel giro di Re ha la diteggiatuta identica.<br />E’ stata solo spostata di un semitono verso l’acuto usando il dito indice come barr&egrave; che “accorcia” tutte le corde della chitarra facendole suonare un semitono pi&ugrave; in alto, come fosse un nuovo capotasto fisico.<br />Spostando avanti di un tasto il barr&egrave;, quella stessa diteggiatura suoner&agrave; un Do-<br />e via cos&igrave;.<br /><br />Questo metodo di costruire gli accordi si chiama “accordi in forma di...”<br />e si usano le forme pi&ugrave; comode per le dita.<br />Ad esempio accordi in forma di La, in forma di Fa, in forma di Mi, che si fanno al massimo con tre dita, lasciando libero l’indice di fare il barr&egrave;.</div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa"><br /></div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa"><img src="/public/Accordi di La Si Do 800.jpg" alt="" /><br /></div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa">In teoria con una sola “forma” si possono fare molti accordi al prezzo per&ograve; di spostandosi molto sul manico.<br />Per fare in modo di spostarsi il meno possibile sul manico, perch&eacute; si perde tempo a spostare la mano, si scelgono quelle forme diverse tra loro ma, che esprimono gli accordi voluti e che siano il pi&ugrave; vicino possibile tra loro.<br /><br />Nell’immagine sotto alcuni accordi “in forma di La” <br /></div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa"><img src="/public/Accordi in forma di La 800.jpg" alt="" /><br /></div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa"><span><span class="_4yxo">TEMPO E RITMO<br /></span>Niente da raccontare  perch&eacute; non ho ancora  idee chiare che superino  e facciano una sintesi  diversa, usando altre parole,  su quanto gi&agrave; si trova in rete.<br />E’ importantissimo, senza non si suona.</span></div>
</span></div>
</span></div>
</span></span></span></span></div>
</div>
</span></span></div>
</span></div>
</span></div>
<span><span></span></span></div>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.lacucinaditonia.com/dblog/articolo.asp?articolo=196]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.lacucinaditonia.com/dblog/articolo.asp?articolo=196</guid>
	<dc:date>2019-05-23T15:04:57+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Piton</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Adesso è tutto chiaro, non è peccato.]]></title>
	<description><![CDATA[<div>Per il vescovo Norberto Rivera la bibbia non vieta di stuprare bambini.<br /></div>
<div><span style="color: rgb(29, 33, 41); font-family: Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: 14px; font-style: normal; font-variant-ligatures: normal; font-variant-caps: normal; font-weight: 400; letter-spacing: normal; orphans: 2; text-align: start; text-indent: 0px; text-transform: none; white-space: normal; widows: 2; word-spacing: 0px; -webkit-text-stroke-width: 0px; background-color: rgb(255, 255, 255); text-decoration-style: initial; text-decoration-color: initial; display: inline !important; float: none;">Un altro prelato, per rincarare la dose ha detto:</span><br style="color: rgb(29, 33, 41); font-family: Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: 14px; font-style: normal; font-variant-ligatures: normal; font-variant-caps: normal; font-weight: 400; letter-spacing: normal; orphans: 2; text-align: start; text-indent: 0px; text-transform: none; white-space: normal; widows: 2; word-spacing: 0px; -webkit-text-stroke-width: 0px; background-color: rgb(255, 255, 255); text-decoration-style: initial; text-decoration-color: initial;" /><span style="color: rgb(29, 33, 41); font-family: Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: 14px; font-style: normal; font-variant-ligatures: normal; font-variant-caps: normal; font-weight: 400; letter-spacing: normal; orphans: 2; text-align: start; text-indent: 0px; text-transform: none; white-space: normal; widows: 2; word-spacing: 0px; -webkit-text-stroke-width: 0px; background-color: rgb(255, 255, 255); text-decoration-style: initial; text-decoration-color: initial; display: inline !important; float: none;">&rdquo;Le vittime di pedofilia che accusano gli uomini di Chiesa dovrebbero avere un po&rsquo; di piet&agrave; perch&eacute; hanno una coda molto lunga e dunque f</span><span class="text_exposed_show" style="display: inline; font-family: Helvetica, Arial, sans-serif; color: rgb(29, 33, 41); font-size: 14px; font-style: normal; font-variant-ligatures: normal; font-variant-caps: normal; font-weight: 400; letter-spacing: normal; orphans: 2; text-align: start; text-indent: 0px; text-transform: none; white-space: normal; widows: 2; word-spacing: 0px; -webkit-text-stroke-width: 0px; background-color: rgb(255, 255, 255); text-decoration-style: initial; text-decoration-color: initial;">acile da pestare&rdquo;.<br />Sergio Obeso Rivera, nominato lo scorso giugno da Bergoglio cardinale presbitero di San Leone I.</span></div>
<div><img src="/public/En ningun versiculo.JPG" alt="" /><br /></div>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.lacucinaditonia.com/dblog/articolo.asp?articolo=192]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.lacucinaditonia.com/dblog/articolo.asp?articolo=192</guid>
	<dc:date>2018-08-21T14:45:51+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Piton</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Ulivo in mignolatura]]></title>
	<description><![CDATA[Nella foto sotto un ulivo della variet&agrave; carboncella in mignolatura il 4 giugno in Sabina.<br /><br />
<a href="/public/Ulivo in mignolatura 2 1024.JPG" alt="Carboncella in mignolatura" />
<img src="/public/Ulivo in mignolatura 2 450.JPG" alt="Carboncella in mignolatura" /></a><br />Cliccando sulla foto si ingrandisce]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.lacucinaditonia.com/dblog/articolo.asp?articolo=191]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.lacucinaditonia.com/dblog/articolo.asp?articolo=191</guid>
	<dc:date>2017-06-04T11:15:17+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Piton</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Giocando con le uova - Pulcini-Incubatrice-Allevatrice-Arduino]]></title>
	<description><![CDATA[<br /><br /><a href="/public/Galla dentro uovo 1024.JPG"><img src="/public/Galla dentro uovo 450.JPG" alt="" /></a> <br />Galla dentro uovo 450   <br /><br /><br />Tutte le prime domeniche del mese c'&egrave; un grande mercato a Osteria Nuova dove si trova tutto quello che di solito si trova nei mercati e in pi&ugrave; si trovano anche gli animali grandi come buoi, cavalli, mucche, maiali ed anche conigli, oche, anatre, galline e uova fecondate.  Un venditore ci ha chiesto tre euro per un uovo fecondato quando le galline gi&agrave; grandi ne costavano cinque ma, erano uova speciali di galline speciali. <br />Ah, ecco! <img src="/dblog/template/serpenti/gfx/smile_sorriso.gif" alt=": - )" />  <br />E allora, spinti dalla curiosit&agrave; di mia figlia e contrattando, ne abbiamo comprati quattro a 10 euro in tutto.  <br />C'erano delle scritte a matita sulle uova, M, D e P.<br /> M non ricordiamo per cosa stesse, D stava per Delaware e P per Padovana.  <br /><br />Ci serve un'incubatrice, la cerchiamo nel mercato o ce la costruiamo?  <br />Ovviamente ce la costruiamo, altrimenti che divertimento c'&egrave;? <br /> In cantina c'era una vecchia ghiacciaia da mare in plastica rigida che avevo difeso per diversi anni dalla pattumiera che andava benissimo allo scopo, bisognava solo modificarla aggiungendo un generatore di calore, un termometro e un sistema che gestisse il tutto con la precisione di un decimo di grado. <br /><br />In quattro ore io e Lara abbiamo costruito quello che mancava, software compreso. <br /> Come generatore di calore abbiamo usato una banale lampadina 220 volt 60 watt  ad incandescenza, comandata da una scheda relais connessa ad Arduino Uno. <br />Come sensore di temperatura ed umidit&agrave; abbiamo usato un DHT22 da qualche euro, sempre connesso ad Arduino Uno. <br />Come alimentatore a 5 volt quello dei telefonini con uscita USB esterno alla scatola.  <br /><br />Avvitato il tutto sul coperchio della ghiacciaia e la lampada lasciata penzolare ad un terzo dell'altezza interna della ghiacciaia.  Una realizzazione "alla brutazza", come direbbe Giorgione del Gambero Rosso,  realizzazione bruta che per&ograve; ha funzionato benissimo. <br /><br />In fondo all'articolo i listati dei diversi programmi scritti per Arduino e le foto tecniche. <br /><br />Dopo alcuni giorni di permanenza delle uova nell'incubatrice abbiamo cominciato a guardarli in trasparenza ed a fotografarli, per vedere in quali si stava sviluppando l'embrione e in quali no.<br /><br />Le uova marcate M non avevano segni di embrione, quelle marcate D e P invece mostravano chiaramente che dentro stava succedendo qualcosa.  <br /><br /><a href="/public/Embrione 1024.JPG"><img src="/public/Embrione 450.JPG" alt="" /></a><br />Embrione 450 <br /><br />Nella foto sopra si vede una macchia pi&ugrave; scura e delle vene che si dipartono da essa, quello &egrave; l'embrione del pulcino in formazione. <br />Entrambe le mie donne hanno smesso di mangiare uova all'ostrica dopo aver scoperto che potrebbero essere fecondate e che potrebbero diventare pulcini.<br /><br />I pulcini nascono dopo 21 giorni di incubazione a 37,6°C<br />Le uova devono stare nell'incubatrice per 18 giorni e girate almeno 4 volte al giorno con la "punta" in basso perch&eacute; la camera d'aria dove poi ci sar&agrave; la testa del pulcino si trova dall'altra parte, nel lato convesso, largo insomma. <br /><br />Dopo 18 giorni si smette di girarle e si aspettano quei due o tre giorni necessari al pulcino perch&eacute; rompa il guscio ed esca.  Quando ci siamo resi conto che le uova M non avrebbero mai prodotto un pulcino le abbiamo eliminate e nell'incubatrice ne sono riamasti solo due.  <br /><br /><a href="/public/Prima incubatrice 1 1024.JPG"><img src="/public/Prima incubatrice 1 450.JPG" alt="" /></a><br />Prima incubatrice 1 450 <br /><br />Nella foto sopra la prima versione dell'incubatrice con le due uova superstiti dopo il 18esimo giorno.  La mattina del ventesimo giorno l'uovo marcato D si presentava cos&igrave; e si vede chiaramente la testa del pulcino al suo interno.  <br /><br /><a href="/public/Galla dentro uovo 1024.JPG"><img src="/public/Galla dentro uovo 450.JPG" alt="" /></a><br />Galla dentro uovo 450   <br /><br />La sera dello stesso giorno il pulcino aveva cominciato a rompere il guscio.  <br /><br /><a href="/public/Nasce Galla 1 1024.JPG"><img src="/public/Nasce Galla 1 450.JPG" alt="" /></a><br />Nasce Galla 1 450   <br /><br />Ovviamente abbiamo seguito tutto l'evento passo dopo passo e molto emozionati perch&eacute; era un'esperienza mai fatta prima.   <br /><br /><a href="/public/Nasce Galla 2 1024.JPG"><img src="/public/Nasce Galla 2 450.JPG" alt="" /></a><br />Nasce Galla 2 450 <br /><br /><a href="/public/Nasce Galla 3 1024.JPG"><img src="/public/Nasce Galla 3 450.JPG" alt="" /></a><br />Nasce Galla 3 450  <br /><br /><a href="/public/Nasce Galla 4 1024.JPG"><img src="/public/Nasce Galla 4 450.JPG" alt="" /></a><br />Nasce Galla 4 450  <br /><br />Dato che al massimo le galline sarebbero state due abbiamo deciso di chiamare Galla la prima e Lina la seconda. <br /> Il pulcino quando nasce &egrave; tutto bagnato e si deve asciugare al calduccio, quindi va lasciato nell'incubatrice per uno o due giorni. Anche se non mangia non gli succede niente, vive delle riserve assorbite dall'uovo.  Cos&igrave; abbiamo lasciato Galla nell'incubatrice osservando cosa succedeva all'altro uovo che pareva in ritardo.<br /><br />I primi segni di attivit&agrave; si sono avuti il giorno dopo.  <br /><br /><a href="/public/Nasce Lina 1 1024.JPG"><img src="/public/Nasce Lina 1 450.JPG" alt="" /></a><br />Nasce Lina 1 450 <br /><br />Per&ograve; le operazioni di rottura del guscio non procedevano come con Galla. <br />Allora la mia Lei propose di aiutare il pulcino a nascere. <br />Armato di pinzette, tolsi delicatamente il guscio calcareo intorno al buchino che aveva fatto in esso il pulcino, curando di lasciare intatta la membrana sotto il calcare che, facendo un paragone improprio, pu&ograve; considerarsi una specie di placenta che a danneggiarla potrebbe provocare danni al pulcino.  <br />Anche cos&igrave; Lina non usciva.  <br />Dopo alcune ore abbiamo deciso di farla uscire a forza, quindi completai il giro dell'uovo al suo "equatore" levando pezzettini di guscio fino ad aprirlo. <br /> Lina aveva la testa ricoperta da una specie di collante giallo che gli impediva i movimenti del collo, ecco perch&eacute; non ce la faceva a rompere il guscio.  <br /><br /><a href="/public/Nasce Lina 2 1024.JPG" ><img src="/public/Nasce Lina 2 450.JPG" alt="" /></a><br />Nasce Lina 2 450  <br /><br />Sospettando che anche nella parte bassa dell'uovo ci fosse la stessa "colla" abbiamo forzato Lina ad uscire tirando via delicatamente il mezzo guscio rimasto.  <br /><br /><a href="/public/Nasce Lina 3 1024.JPG"><img src="/public/Nasce Lina 3 450.JPG" alt="" /></a><br />Nasce Lina 3 450<br /><br /><a href="/public/Nasce Lina 4 1024.JPG"><img src="/public/Nasce Lina 4 450.JPG" alt="" /></a><br />Nasce Lina 4 450   <br /><br />Colla a parte Lina sembrava ben fatta e in ottima salute.  <br />Mentre aspettavamo che Galla si asciugasse e Lina nascesse abbiamo dovuto risolvere anche un altro problema.<br />I pulcini appena nati non possono essere immessi in un luogo a temperatura ambiente ma devono stare in un posto a 35°C da abbassare piano piano, fino ad arrivare alla temperatura ambiente in circa tre settimane. <br /><br />Quindi abbiamo costruito una allevatrice, in cartone questa volta, a cui abbiamo aggiunto un sistema riscaldante sempre col suo sensore e un altro Arduino Uno come controllore. A questo sistema, dato che non poteva stare vicino al PC a causa del suo ingombro, piccolo ma non trascurabile, abbiamo dovuto aggiungere un display a cristalli liquidi che ci dicesse qual era la situazione all'interno in modo indipendente dalla connessione ad un PC. <br /><br />A tale scopo abbiamo usato una scheda da due righe di 16 caratteri, fatta apposta per essere piantata sui piedini femmina di Arduino.  La sorgente di calore (la solita lampadina) l'abbiamo posta dentro un barattolo di pelati a cui sono stati praticati dei fori per favorire la formazione di una corrente di aria calda ascendente e il sensore di temperatura ed umidit&agrave; l'abbiamo inserito in uno spezzone di tubo di plastica bucherellato fissando il tutto su una tavoletta di compensato collocabile dove si vuole, connessa con pochi fili alla scatola del controllore. <br /><br /><a href="/public/Allevatrice 2 1024.JPG"><img src="/public/Allevatrice 2 450.JPG" alt="" /></a><br />Allevatrice 2 450 <br /><br /><a href="/public/Allevatrice 1 1024.JPG"><img src="/public/Allevatrice 1 450.JPG" alt="" /></a><br />Allevatrice 1 450  <br /><br /><a href="/public/Controller con Arduino 1024.JPG"><img src="/public/Controller con Arduino 450.JPG" alt="" /></a><br />Controller con Arduino 450 <br /><br />Appena pronta l'allevatrice ci abbiamo trasferito Galla, la prima nata.  <br /><br /><a href="/public/Galla nella allevatrice 2 1024.JPG"><img src="/public/Galla nella allevatrice 2 450.JPG" alt="" /></a><br />Galla nella allevatrice 2 450 <br /><br />e poi anche Lina. <br /><br /><a href="/public/Galla e Lina 1 1024.JPG"><img src="/public/Galla e Lina 1 450.JPG" alt="" /></a><br />Galla e Lina 1 450 <br /><br />Dopo tre settimane ormai erano abbastanza grandi da stare a temperatura ambiente e in un luogo pi&ugrave; ampio di una scatola di cartone 50x50.  Nella casetta nel bosco avevamo lasciato una vecchia gabbia in legno e rete a maglie sottili 60x90x60 cm, residuato di un antico esperimento di giovent&ugrave;. L'abbiamo recuperata, pulita e rimessa in ordine, messa in soffitta  ci abbiamo trasferito Galla e Lina. <br /><br /><a href="/public/Galla e Lina nella gabbia grande 2 1024.JPG"><img src="/public/Galla e Lina nella gabbia grande 2 450.JPG" alt="" /></a><br />Galla e Lina nella gabbia grande 2 450  <br /><br /><a href="/public/Galla e Lina nella gabbia grande 1 1024.JPG"><img src="/public/Galla e Lina nella gabbia grande 1 450.JPG" alt="" /></a><br />Galla e Lina nella gabbia grande 1 450  <br /><br />Dopo altre due settimane erano diventate due belle pollastrelle, troppo grandi per stare ancora in soffitta quindi le abbiamo affidate alle cure del nostro amico Mario che possiede un pollaio serio e che essendo vegetariamo ed amante degli animali, le far&agrave; morire di vecchiaia, se non ce le riprenderemo prima <img src="/dblog/template/serpenti/gfx/smile_sorriso.gif" alt=": - )" />  Nelle foto che seguono Galla e Lina al momento dell'affidamento a Mario.  <br /><br /><a href="/public/Galla grande 4 1024.JPG"><img src="/public/Galla grande 4 450.JPG" alt="" /></a><br />Galla grande 4 450  <br /><br /><a href="/public/Galla grande 3 1024.JPG"><img src="/public/Galla grande 3 450.JPG" alt="" /></a><br />Galla grande 3 450 <br /><br />Galla &egrave; della variet&agrave; Delaware <br /><br /><a href="/public/Lina grande 1 1024.JPG"><img src="/public/Lina grande 1 450.JPG" alt="" /></a><br />Lina grande 1 450  <br /><br /><a href="/public/Lina grande 2 1024.JPG"><img src="/public/Lina grande 2 450.JPG" alt="" /></a><br />Lina grande 2 450  <br /><br /><a href="/public/Lina grande 3 1024.JPG"><img src="/public/Lina grande 3 450.JPG" alt="" /></a><br />Lina grande 3 450 <br /><br />Lina &egrave; della variet&agrave; Padovana, la gallina con gli stivali <img src="/dblog/template/serpenti/gfx/smile_sorriso.gif" alt=": - )" />  <br />Siamo sicuri che quelle due siano galline e non galli?  <br /><br />Da informazioni raccolte in rete i maschi hanno le penne lunghe delle ali tutte di uguale lunghezza, mentre le femmine hanno quelle in punta, le remiganti, pi&ugrave; lunghe delle altre, ed &egrave; il nostro caso, quindi dovrebbero essere femmine, se a qualcuno nascer&agrave; la cresta, ci siamo sbagliati <img src="/dblog/template/serpenti/gfx/smile_sorriso.gif" alt=": - )" />   <br /><br /><br />NOTE TECNICHE <br /><br />Oltre alla temperatura fissa nell'incubatrice deve esserci anche un'umidit&agrave; relativa abbastanza alta, intorno al 60% sarebbe l'ideale. Per aumentare l'umidit&agrave; relativa abbiamo collocato sul fondo del contenitore una vaschetta piena d'acqua tiepida in cui era immerso un piccolo canavaccio. Pi&ugrave; &egrave; grande la superfice del canavaccio a contatto con l'aria, maggiore umidit&agrave; gli passa.<br /><br />L'incubatrice &egrave; stata migliorata per usi futuri aggiungendo un girauovo automatico, un ventilatore e fissando tutto su una lastrina di compensato. <br /><br /><a href="/public/Incubatrice seconda versione 1 1024.JPG"><img src="/public/Incubatrice seconda versione 1 450.JPG" alt="" /></a><br />Incubatrice seconda versione 1 450 <br /><br />Il guasto pi&ugrave; disastroso che potrebbe succedergli &egrave; che si fulmini la lampadina e che passi troppo tempo prima che ve ne accorgiate sostituendola. Avevo pensato di aggiungere un fotodiodo per verificare che dopo il comando di accensione la lampadina risultasse davvero accesa facendo scattare un allarme se non lo fosse ma, poi ho considerato che se fossimo fuori casa l'allarme non servirebbe a niente, quindi ritengo sia meglio duplicare le lampadine, piuttosto che aggiungere fotodiodi e controlli. <br />Se si fulmina una, c'&egrave; sempre l'altra. <br /><br />Per il girauovo ho costruito una piccola base in multistrato (che avevo in cantina) a cui ho aggiunto un piano basculante utilizzando a tale scopo un pezzo di ferro del termocamino che non abbiamo mai usato ma, a costruire una tavoletta con due perni ci vuole niente e sarebbe pi&ugrave; leggera, probabilmente sostituir&ograve; in futuro questo piano oscillante che di ferro risulta un po' troppo pesante, anche se ad azionarlo c'&egrave; un servo che, in teoria, dovrebbe spostare 12 chili.  <br /><br />ATTENZIONE  Il servo assorbe circa 250 milliampere e Arduino in uscita  sui suoi piedini ne manda al massimo una quarantina, quindi NON potete usare direttamente Arduino per alimentare il servo. <br />Il positivo del servo (filo rosso) va collegato direttamente all'alimentatore dei cinque volt PRIMA di Arduino.   <br /><br /><a href="/public/Girauovo 2 1024.JPG"><img src="/public/Girauovo 2 450.JPG" alt="" /></a><br />Girauovo 2 450  <br /><br /><a href="/public/Girauovo 3 1024.JPG"><img src="/public/Girauovo 3 450.JPG" alt="" /><br />Girauovo 3 450 </a><br />
<br />
Listati dei programmi per Arduino utilizzati (Sketch)  
<br />
<br />

<textarea rows="15" cols="85">


// Sw incubatrice "alla brutazza" 

     
 #include "DHT.h"
     
    #define DHTPIN 2     // Piedino connesso al
    #define DHTTYPE DHT22   // DHT 22  (AM2302)
    #define fan 4
     
    int maxHum = 90;
float maxTemp = 37.6;
     
    DHT dht(DHTPIN, DHTTYPE);
     
    void setup() {
      pinMode(fan, OUTPUT);
      Serial.begin(9600); 
      dht.begin();
    }
     
    void loop() {
      
      float h = dht.readHumidity();
      // Leggo la temperatura in gradi Celsius
      float t = dht.readTemperature();
      
      // Controllo che il sistema legga il sensore
      if (isnan(h) || isnan(t)) {
        Serial.println("Failed to read from DHT sensor!");
        return;
      }
      
      //abbiamo invertito LOW con HIGH perch&egrave; la scheda relais funziona al contrario
      if(t<maxTemp) {
          digitalWrite(fan,LOW);
          
      } else if(t>maxTemp){
        
         digitalWrite(fan,HIGH); 
      }
      if(t==0)
      {
                   digitalWrite(fan,HIGH);  // Se la sonda legge zero &egrave; guasta 
                                            //quindi spengo comunque la lampada 
                                            //per non fare andare arrosto il pulcino
      }
      Serial.print("Humidity: "); 	// Stampo a video le letture del sensore
      Serial.print(h);
      Serial.print(" %\t");
      Serial.print("Temperature: "); 
      Serial.print(t);
      
      Serial.println(" *C ");
     
    }


**** INCUBATRICE CON GIRAUOVA ****


   #include "DHT.h"
     #include <Servo.h>
 
Servo myservo;
 

    #define DHTPIN 2     // Pin connesso al
    #define DHTTYPE DHT22   // DHT 22  (AM2302)
    #define fan 4
    
     int pos = 40;
    int maxHum = 90;
float maxTemp = 37.6;
unsigned long millisecondi_iniziali = 0;
  unsigned long millisecondi_attuali=0;   
  unsigned long intervallo = (3600000*3); // gira le uova ogni tre ore
  boolean sta_giu=true;
  boolean sta_su=false;
    DHT dht(DHTPIN, DHTTYPE);
     
    void setup() {
      pinMode(fan, OUTPUT);
      Serial.begin(9600); 
      dht.begin();
      myservo.attach(9);
    }
     
    void loop() {
      sta_su=false;
      sta_giu=false;
      unsigned long millisecondi_attuali = millis();
      
      Serial.print("   Secondi trascorsi: ");
      Serial.print((millisecondi_attuali-millisecondi_iniziali)/1000);
      
  if(millisecondi_attuali - millisecondi_iniziali  > intervallo) {
    millisecondi_iniziali  = millisecondi_attuali; 
    
          girauova();
     
      } 
      float h = dht.readHumidity();
      // Read temperature as Celsius
      float t = dht.readTemperature();
      
      // Controllo che il sistema legga il sensore
      if (isnan(h) || isnan(t)) {
        Serial.println("Failed to read from DHT sensor!");
        return;
      }
      
      //abbiamo invertito LOW con HIGH perch&egrave; la scheda relais funziona al contrario
      if(t<maxTemp) {
          digitalWrite(fan,LOW);
          
      } else if(t>maxTemp){
        
         digitalWrite(fan,HIGH); 
      }
      if(t==0)
      {
                   digitalWrite(fan,HIGH);  // Se la sonda legge zero &egrave; guasta 
                                            //quindi spengo comunque la lampada 
                                            //per non fare andare arrosto il pulcino
      }
      Serial.print("    Humidity: "); 
      Serial.print(h);
      Serial.print(" %\t");
      Serial.print("Temperature: "); 
      Serial.print(t);
      
      Serial.println(" *C ");
      
      
      
        }
          //    FUNZIONE GIRAUOVA 
                                                                                                
        int girauova()
{  
  int posizione_attuale=myservo.read();
  Serial.print("   posizione attuale: ");
  Serial.print(posizione_attuale);
  
  if (posizione_attuale<100){sta_giu=true; }
    if (posizione_attuale>150){sta_su=true; }
  
  if (sta_giu == true){  
             for (pos=40; pos<179; pos++) {      
              myservo.write(pos);  
   
              delay(25);  
              }
    
       return(1);
    } 
       
      if (sta_su==true) { 
        
        for (pos = 179; pos>=40; pos--) 
        {  
    myservo.write(pos);  
   
    delay(25);  
        }  
    
   return(2);
        
                        } 
  
  }
  

**** ALLEVATRICE CON DISPLAY ****

  // Il display DFRobot porta in uscita solo i pin D0,D1,D2,D3,D11,D12
  // e gli analogici A1,A2,A3,A4.A5 
  
  
      
      /* Questa release differesce dalla 2 perch&eacute; ora si pu&ograve; registrare in EEPROM
      il valore delle temperatura che si vuole mantenere
      Eventuali blackout con successiva ripartenza del sistema non modificheranno
      i valori di temperatura scelti prima del blackout.
      Vengono modificati anche i pulsanti  per alzare o abbassare la temperatura
      UP per alzarla e DOWN per abbassarla.
      Il pulsante SELECT viene usato per memorizzare il dato maxTemp, azione che verr&agrave; visualizzata sul display
      */
      
      
      
    /*-----( Importa le librerie necessarie)-----*/
#include "LiquidCrystal.h"
#include "DHT.h"
#include <EEPROM.h>
     /*-----( Dichiarazione delle costanti )-----*/
#define pulsRIGHT  0
#define pulsUP     1
#define pulsDOWN   2
#define pulsLEFT   3
#define pulsSELECT 4
#define pulsNONE   5 
#define DHTPIN     2     // Il piedino da connettere al sensore umidit&agrave; e temperatura DHT 22  (AM2302)
#define DHTTYPE DHT22   
#define fan        3       // il piedino da connettere al relais del riscaldatore

     /*-----( Dichiarazioni Variabili )-----*/
     
int lcd_key       = 0;
int adc_key_in    = 0;
int adc_key_prev  = 0;
int maxHum = 90;
float maxTemp;
int a = 0;            // locazione della EEPROM usata per registrare la temperatura massima desiderata
int Appoggio;
float Isteresi = 0.3;         // aggiungo un intervallo di pi&ugrave; o meno 0.3 gradi nel controllo della temperatura
DHT dht(DHTPIN, DHTTYPE);
LiquidCrystal lcd(8, 9, 4, 5, 6, 7); //Sono i piedini usati dal display 

 void setup()   /*----( SETUP: Viene letto solo alla partenza )----*/  
{ 
   dht.begin();
   lcd.begin(16, 2);              // Fa partire l'oggetto lcd
   pinMode(fan, OUTPUT);  
  
   Serial.begin(9600); 
     
  lcd.setCursor(0,0);            // Scrivo i campi fissi sul display 
  lcd.print("Temp= "); 
  
  lcd.setCursor(0,1);
  lcd.print("Umid= "); 
  
  lcd.setCursor(10,0);
  lcd.print("  Tmax"); 
  
  maxTemp = EEPROM.read(a);                  // Leggo cosa c'&egrave; scritto sulla EEPROM
  if (maxTemp<25)  maxTemp=35;            // se sono valori fuori del range che ci interessa
                                             // vuol dire che &egrave; la prima volta che ci scrivo oppure che ha sporcizia dentro
                                            // ed allora metto dentro la varibaile un valore tipico
     
     
     
     
     
     
     
}                  /*--(Fine setup )---*/

     
    void loop()  /*----( LOOP: Gira costantemente)----*/
    {
      

     
       
      float h = dht.readHumidity();  // leggo l'umidit&agrave; e la metto in h
      
      float t = dht.readTemperature();  // leggo la temperatura e la metto in t
  
        if (isnan(h) || isnan(t))     // Controllo che ci sia il sensore 
      {
        Serial.println("Il sensore DHT non si legge!"); 
        digitalWrite(fan,HIGH);       // Spengo il riscaldatore
        lcd.setCursor(0,0);            // Scrivo ERRORE sul display LCD
        lcd.print(" ERRORE SENSORE "); 
         lcd.setCursor(0,1);            // Cancello la seconda riga
        lcd.print("                "); 
        return;
      }
      
       // se la temperatura &egrave; bassa o alta accendo o spengo il riscaldatore
      // abbiamo invertito HIGH con LOW perch&egrave; la scheda relais funziona al contrario
            
      if(t<maxTemp-Isteresi) {
          digitalWrite(fan,LOW);      
          
      } else if(t>maxTemp+Isteresi){
        
         digitalWrite(fan,HIGH); 
      }
      if(t==0) {
                 
         digitalWrite(fan,HIGH);      //Se il sensore legge zero &egrave; guasto, quindi spengo la lampada
                                       // per non arrostire il pulcino
      }
      
      // Scrivo sul display lcd i dati da mostrare
      
  lcd.setCursor(5,0);            // Cursore alla quinta posizione della prima riga  
  lcd.print(t);                  // Scrive la temperatura letta
   lcd.print("  ");                  // Scrive due spazi per cancellare i resti della parola "stored"
  lcd.setCursor(5,1);            // Cursore alla quinta posizione della seconda riga  
  lcd.print(h);                  // Scrive l'umidit&agrave; letta
  lcd.setCursor(12,1);           // Cursore alla  posizione 12 della seconda riga 
  lcd.print(maxTemp);            // Scrive temperatura massima impostata
  
  
  // controlla se &egrave; stato pigiato qualche pulsante
  
  
  adc_key_prev = lcd_key ;       // Mette da parte il valore che c'era nella variabile delle letture 
  lcd_key = read_LCD_buttons();  // Mette il valore attuale ritornato dalla funzione read_LCD_button in lcd_key

  if (adc_key_prev != lcd_key)   // se i valori sono diversi da prima qualcuno sta pigiando un bottone
  {
    if (lcd_key == pulsUP)
      {
        maxTemp = (maxTemp + 0.1);  // Se sono i pulsanti pulsUP e pulsDOWN interveniamo, alzando o abbassando il valore dentro maxTemp 
        }
        
        if (lcd_key == pulsDOWN)
      {
        maxTemp = (maxTemp - 0.1);
        }
        if (lcd_key == pulsSELECT)   // se &egrave; stato pigiato SELECT registriamo il dato attuale di maxTemp in EEPROM
      {
        EEPROM.write(a, maxTemp);
         Serial.print("   Memorizzo: "); 
      Serial.print(maxTemp);
        Serial.print("   Pulsante letto: "); 
      Serial.print(lcd_key);
        
                                        // posiziono il cursore fuori dai campi fissi e scrivo
        
        lcd.setCursor(5,0);            // Cursore alla quinta posizione della prima riga  
        lcd.print("stored");                  // Scrive che ha registrato il valore attuale di maxTemp
        lcd.setCursor(5,1);            // Cursore alla quinta posizione della seconda riga  
        lcd.print(h);                    // Scrive l'umidit&agrave; letta
        lcd.setCursor(12,1);           // Cursore alla  posizione 12 della seconda riga 
        lcd.print(maxTemp);              // Scrive temperatura massima memorizzata
        
        delay (1000);                  // aspetto un secondo in modo che la scritta si legga
        }
      }

// scriviamo anche sulla linea verso il PC i valori di Temperatura Massima, temperatura e umidit&agrave;, misurati al momento 
      
   
      
      Serial.print("   Umidity: "); 
      Serial.print(h);
      Serial.print(" %\t");
      Serial.print("Temperatura: "); 
      Serial.print(t);
      Serial.print("    TMAX: "); 
      Serial.print(maxTemp);
      Serial.println("  *C ");
      
      
      
       }
    
    /*-----( Dichiarazione di funzione)-----*/

// funzione richiamabile scritta dall'utente che legge il valore sul piedino Analogico 0 
// a seconda del numero letto riconosce quale pulsante &egrave; stato pigiato e ritorna quel numero a chi l'ha chiamata.

int read_LCD_buttons()
{
  adc_key_in = analogRead(0);      // legge il valore del piedino A0 e lo mette nella variabile
  
  delay(5); //aspetta 5 millisecondi. Incrementare questo valore per stabilizzare la lettura
  
  int k = (analogRead(0) - adc_key_in); //mettiamo dentro k la differenza tra il valore letto e la vecchia lettura
  if (5 < abs(k)) return pulsNONE;  // se il valore letto &egrave; minore di cinque  &egrave; solo rumore e la funzione ritorna che nessun bottone &egrave; stato pigiato
  
  if (adc_key_in > 1000) return pulsNONE; 
  if (adc_key_in < 50)   return pulsRIGHT;  
  if (adc_key_in < 195)  return pulsUP; 
  if (adc_key_in < 380)  return pulsDOWN; 
  if (adc_key_in < 555)  return pulsLEFT; 
  if (adc_key_in < 790)  return pulsSELECT;   
  return pulsNONE;  // ritorna questo valore quando nessun valore letto corrisponde al valore dei pulsanti presenti
}

</textarea>
]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.lacucinaditonia.com/dblog/articolo.asp?articolo=187]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.lacucinaditonia.com/dblog/articolo.asp?articolo=187</guid>
	<dc:date>2016-11-20T20:42:27+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Piton</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[La concia glacè di Normann]]></title>
	<description><![CDATA[<a href="/public/capriolo fronte 1024.jpg">

<img src="/public/capriolo fronte 450.jpg" alt="" /></a><br />Pelle di un capriolo conciata all'allume di rocca lato pelo.<br />Cliccando sulle foto si ingrandiscono<br /><br /><a href="/public/capriolo retro 1024.jpg"><img src="/public/capriolo retro 450.jpg" alt="" /></a><br />Pelle di un capriolo conciata all'allume di rocca lato cuoio.<br /><br />Notare il coltello per la scarnitura autocostruito.<br /><br />

<a href="/public/Nutria e faina fronte 1024.jpg">
<img src="/public/Nutria e faina fronte 450.jpg" alt="" /></a><br />Nutria e faina lato pelo.<br /><br /><a href="/public/Nutria e faina retro 1024.jpg"><img src="/public/nutria e faina retro 450.jpg" alt="" /></a><br />Nutria e faina lato cuoio.<br /><br />Grazie a Normann per aver condiviso i suoi risultati testimoniando che il metodo funziona.]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.lacucinaditonia.com/dblog/articolo.asp?articolo=186]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.lacucinaditonia.com/dblog/articolo.asp?articolo=186</guid>
	<dc:date>2015-12-16T11:16:02+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Piton</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[L'invenzione del dio padre]]></title>
	<description><![CDATA[<img src="/public/Mar Rosso 450.jpg" alt="Apertura mar Rosso" /><br />Quella dell'Esodo &egrave; una storia completamente inventata, non ci sono tracce di Ebrei in Egitto e  nemmeno del loro girovagare nel deserto del Sinai per 40 anni.<br /><br /><br /><br />Per fissare le idee &egrave; necessario mostrare il palcoscenico degli eventi,  la mitica Canaan, praticamente una regione non pi&ugrave; grande della nostra  Toscana. Nel seguito alcune immagini tratte dal libro “Le tracce di Mos&egrave;” di Israel Finkelstein (archeologo israeliano) e Neil Asher Silberman che  consiglio caldamente di leggere.<br /><br /><br /><img src="/public/Aree geografiche israele 450.JPG" alt="Aree geografiche di Israele" /><br /><br /><br />La Bibbia racconta di come Yhwh abbia fatto uscire dalla schiavit&ugrave; in  Egitto gli israeliti con la storia che tutti conosciamo, il Faraone  cattivo, le dieci piaghe, l’apertura del Mar Rosso, le peregrinazioni  nel deserto per quaranta anni, il monte Sinai e le tavole della legge  fornite dal Dio, Giosu&egrave; grande condottiero che finalmente  conquista  militarmente Canaan, terra promessa dal dio, con grandi battaglie,  morti, stragi e distruzioni di citt&agrave; fortificate.<br /><br />Niente di tutto questo &egrave; successo davvero. Nemmeno gli Egiziani che registravano tutto si sono accorti di Ebrei in Egitto. Tutte storie inventate. Gli archeologi non trovano alcuna traccia di quanto raccontato anzi, risulta che gli israeliti stavano da sempre in Canaan, non c’&egrave; stata nessuna conquista e nessuna battaglia degli Ebrei per il possesso dei luoghi in cui stavano da sempre.  <br /><br /><img src="/public/Chi erano gli israeliti 450..JPG" alt="" /><br /><br />
<div class="_2cuy _3dgx">La tabella sopra mostra l’andamento della popolazione in quei luoghi nel tempo. C’&egrave; solo un aspetto che distingue quella gente dalle genti che vivevano loro intorno.</div>
<div class="_2cuy _3dgx">Ad un certo punto hanno smesso di allevare e mangiare i maiali tanto che in quelle zone non si trovano resti di ossa di maiale.<br /><br /><img alt="" src="/public/Situazione nel tardo bronzo 450.JPG" /><br /><br />
<div class="_2cuy _3dgx">La situazione descritta gener&ograve; due entit&agrave; politiche diverse, una a nord ricca e popolosa con centro a Sichem prima e a Samaria poi, ed una a sud povera e rocciosa con centro a Gerusalemme che nel seguito verranno chiamate regno di Israele (quello a Nord) e regno di Giuda (quello a Sud).</div>
<div class="_2cuy _3dgx">Giuda in questo caso non &egrave; un nome di persona ma il nome di una delle due trib&ugrave; che abitavano nella zona sud, a nord invece c’erano le altre dieci trib&ugrave; delle mitiche dodici bibliche.<br /></div>
<div class="_2cuy _3dgx">Tutti si raccontavano, pi&ugrave; o meno, le stesse storie mitiche delle origini e adoravano le stesse divinit&agrave;, tra cui Yhwh ma, non solo.<br /><br /><img alt="" src="/public/Divinita adorate insieme a Yhwh 450.JPG" /><br /><br />Come nella storia delle origini di Roma si racconta di Enea che sbarca  profugo da Troia con il padre Anchise sulle spalle a cui Roma  risalirebbe, cos&igrave; quelle genti si raccontavano che venivano tutti da un  mitico periodo di schiavit&ugrave; in Egitto.  Solo che a Sud si raccontavano che il merito di averli tratti dalla condizione di schiavi fosse di Yhwh e a Nord si  raccontavano che fosse opera di altri dei.<br /><br /></div>
<br /><br /><img alt="" src="/public/Dei che vi hanno tratto da egitto 450.JPG" /><br /><br /><br />
<div class="_2cuy _3dgx">Il regno a nord era ricco e potente, adorava le solite divinit&agrave; che adoravano tutti, compreso Yhwh.</div>
Nell’immagine sopra si legge delle motivazioni politiche sottese alla scelta delle divinit&agrave; da adorare.<br />Il sud voleva adorare solo Yhwh e solo nel tempio di Gerusalemme, perdita di prestigio intollerabile per il regno del nord che si costru&igrave; due templi suoi.<br /><br />Da notare la “profezia” dell’ultima parte che mostra esattamente il  periodo in cui la storia fu scritta, quello di re Giosia, 600 a.C. Nel racconto ci si riferisce a Roboamo e a Geroboamo due dei re che si succedettero nei due regni di Giuda e Israele  che  trovate nella tabella sotto.<br /><br /><img src="/public/Re di giuda e israele 450.JPG" alt="" /><br /><br /><br />In tutto il Pentateuco   la mente  che racconta &egrave; quella di re Giosia, nel 600 a.C. <br />Perch&eacute; racconta questa storia?<br /><br />Perch&eacute; quanche tempo prima il ricco e potente regno del nord, governato dagli Omridi, era stato distrutto dagli Assiri quindi era il momento giusto per cercare di impossessarsi di quei territori con le buone facendo leva su miti comuni opportunamente riaggiustati.
<div class="_2cuy _3dgx">Raccont&ograve; di un periodo d’oro quando tutti erano governati da una monarchia unita che comincia col mitico David e continua con Salomone, grande costruttore di templi e di citt&agrave;.</div>
<div class="_2cuy _3dgx">Davide e Salomone sono probabilmente esistiti davvero, dato che un riferimento alla “casa di David” si trova in una iscrizione di uno stato estero </div>
<div class="_2cuy _3dgx"><br /><br /><img src="/public/Davide viene citato 450.JPG" alt="" /><br /><br /><br />ma, al massimo, erano re di piccoli e poveri villaggi di montagna dato  che tutte le opere inizialmente attribuite a Salomone dall’archeologia,  ad una analisi pi&ugrave; attenta mostrano di risalire ad almeno un secolo dopo  Salomone, cio&egrave; ai tempi del ricco regno di Omri al nord.<br />Nell'immagine sotto quello che risulta all'archeologia.<br /><br /><img src="/public/Re della monarchia unita 450.JPG" alt="" /><br /><br /><br />
<div class="_2cuy _3dgx">L’idea di re Giosia era di far riferimento alla mitica monarchia unita delle origini per proporre una nuova monarchia con alla guida Gerusalemme, il suo dio e il suo re, cio&egrave; lui. </div>
<div class="_2cuy _3dgx">Guarda caso proprio lui trov&ograve; nel tempio di Gerusalemme un antico libro dove si descrivevano i modi corretti di adorare Yhwh, quelli seguiti fino ad allora non erano quelli giusti e per questo Yhwh aveva punito il regno del nord ed anche il regno del sud a causa del comportamento troppo liberale di alcuni suoi Re, a cominciare da Salomone, con le sue settento mogli e trecento concubine che aveva fatto costruire templi ed altari agli dei delle sue mogli, per finire con la dinastia degli Omridi a Nord aperti a tutti i culti dell’area, con grande ira di Yhwh. </div>
<div class="_2cuy _3dgx">Secondo la sua visione la causa di tutti i mali degli Ebrei era che non avevano onorato come si doveva il dio Yhwh, se si fosse cominciato a farlo, sarebbe tornata l’et&agrave; dell’oro. </div>
<br /></div>
<img src="/public/Salomone e gli abomini 450.JPG" alt="" /><br /><br />Sopra ci si riferisce a popoli che vivevano nelle regioni circostanti, come mostra l'immagine sotto.<br /><br /><img alt="" src="/public/Localita e popolazioni di Canaan 450..JPG" /><br /><br /><br />
<div class="_2cuy _3dgx"> Allora re Giosia inizi&ograve; la sua rivoluzione cominciando ad eliminare tutta la concorrenza a Yhwh che si annidava anche all’interno del suo tempio, per portare Gerusalemme ad essere il centro del nuovo regno, con un unico tempio, un unico dio e un unico re, Giosia.<br /><br /><img alt="" src="/public/Azioni di Giosia 1 450.JPG" /><br /><br />La sua opera continu&ograve; a Nord facendo avverare la profezia scritta  postuma, distrugge i templi delle divinit&agrave; concorrenti, uccide i loro  sacerdoti  e brucia ossa umane sugli altari per renderli impuri.<br /><br /><img alt="" src="/public/Giosia irritare il signore 450.JPG" /><br /><br /><br />Cos&igrave; nacque Yhwh, il protagonista del Vecchio Testamento, il padre di  Ges&ugrave;, dio scelto da re Giosia tra gli esistenti nelle menti della  sua gente e gli attribu&igrave; quelle mitiche azioni a favore e a punizione  del popolo ebraico che tutti conosciamo e che risultano completamente  inventate.<br /><br /></div>
<div class="_2cuy _3dgx"> </div>
<br /><br /></div>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.lacucinaditonia.com/dblog/articolo.asp?articolo=185]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.lacucinaditonia.com/dblog/articolo.asp?articolo=185</guid>
	<dc:date>2015-11-23T13:33:01+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Piton</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Le prove sul campo di Alfredo]]></title>
	<description><![CDATA[Caro Pino, Ecco il testo delle email in ordine (come le foto). <br /><br />Ho rifatto diverse piante ma dopo tuoi commenti ho ridotto drasticamente (forse troppo) lo sfrascamento. <br /><br />( I commenti a cui si riferisce riguardavano l'eccessivo taglio della parte fogliare e dei rami bassi con l'albero che alla fine risulta troppo nudo e sbilanciato verso l'alto) (N.d.R)<br /><br />Appena trovo il tempo cerco di fare (e mandarti) qualche foto del passaggio successivo al dare la forma, e cio&egrave; scegliere quanti e quali rami verdi   eliminare, e capire a che altezza potare le branchette esauste. <br /><br />Ci sono situazioni che mi si presentano come veri e propri dilemmi, tipo scegliere   quale ramo eliminare tra due che si accavallano, o se tagliare o tenere i rami bassi un po' seccagnoli (perch&egrave; rimasti in ombra per anni) che per&ograve;   sono nel posto giusto con la direzione giusta…  <br /><br /><img alt="" src="/public/01-inizio di fronte 450.jpg" /><br /> 1. Questo &egrave; l'ulivo che ho scelto. Per dare un po' di orientamento: il terreno &egrave; a piane, l'ulivo &egrave; sul bordo, la foto guarda a ovest (nord a destra)   e alle spalle (nord-est) c'&egrave; un quercione grosso che fa ombra (ma non si tocca, &egrave; il motivo per cui abbiamo fatto la casa li). Tutti gli ulivi quindi   vanno in su (anche per sfuggire all'ombra di quelli della piana pi&ugrave; alta, che &egrave; ad est/alle spalle) e verso sinistra (sud). <br /><br /><br /><img alt="" src="/public/02 inizio da vicino 450.jpg" /><br />2. Ecco l'albero visto da sud/sud-est (sinistra rispetto alla foto di prima). Grande intreccio di rami al centro, no? Scelgo di tenere come "Impalcatura" i due rami a destra (nord-est), quello che viene verso di noi (sud-est), quello grosso sullo sfondo che si   biforca (nord-ovest) e l'altro grosso a sinistra (sudovest). Scusa le frecce piccole ma non riesco a farle diverse.  <br /><br /><br /><img alt="" src="/public/3 450.jpg" /><br />3. Tutti gli altri rami pi&ugrave; centrali e che vanno in su, anche grandicelli, li taglio. Se ho capito bene, devo fare un vaso aperto al centro… Il risultato &egrave; questo: Visto da est, come nella prima foto. Adesso il centro del vaso mi sembra pi&ugrave; libero, e si comincia a vedere meglio come i rami "Tirino" tutti a sinistra. <br /><br /><br /><img alt="" src="/public/4 450.jpg" /><br />4. Come prima, visto da sinistra (sud est)<br /> <br /><br /><img alt="" src="/public/5 450.jpg" /><br />5. A questo punto la forma mi piace. Comincio a ragionare di altezza. Ho trovato una rivista su internet (the mediterranean garden) con un   bell'articolo di Brian Chatterton (Australiano trapiantato in Umbria che si &egrave; dato agli ulivi) che dice di "Non aver piet&agrave;" quando si tratta di   abbassare. Forte anche del sardonico commento del vicino (tanto per ammazz&agrave; ll'ulivi manco se li tagli al calcio…), abbasso. Se ho capito, si deve   tagliare subito sopra un ramo che vada nella direzione in cui vorrei andasse la branca principale che mi accingo a scorciare. Il livello scelto &egrave;   segnato dalle cesoie.  <br /><br /><br /><img alt="" src="/public/6 450.jpg" /><br />6. ed ecco il risultato (ho tagliato anche un ramo diretto verso il centro, leggermente pi&ugrave; in basso. Magari si poteva tenerlo e piegarlo?  <br /><br /><br /><img alt="" src="/public/7 450.jpg" /><br />7. A questo punto passo al ramo nord, quello biforcato nel centro della foto precedente. Sono indeciso se tenere tutte e due le branche o solo quella   pi&ugrave; nuova (a sinistra). Forse dovrei tagliare, ma preferisco tenerle entrambe. Certo che &egrave; un bel groviglio!<br /><br /><br /><img alt="" src="/public/8 450.jpg" /><br /> 8. ed ecco il risultato. Ho tagliato un po' di rami diretti in su, cercando di tenere branche dirette in fuori e in basso abbastanza distanti da non   darsi noia a vicenda.  <br /><br /><br /><img alt="" src="/public/9 450.jpg" /><br />9. da un angolo leggermente diverso  <br /><br /><br /><img alt="" src="/public/10 450.jpg" /><br />10. Regoliamo quindi il terzo ramo (sudest)  <br /><br /><br /><br /><img alt="" src="/public/12 450.jpg" /><br /> 12. E questo &egrave; l'albero ora<br /><br /><br /><img src="/public/16 Ultima 450.JPG" alt="" /><br />13. da altra visuale<br /><br />Alfredo Giuseppe Cerillo]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.lacucinaditonia.com/dblog/articolo.asp?articolo=174]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.lacucinaditonia.com/dblog/articolo.asp?articolo=174</guid>
	<dc:date>2015-05-10T11:59:41+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Piton</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Il Cristo storico di David Donnini]]></title>
	<description><![CDATA[<img alt="" src="/public/Gamala_450.JPG" /><br />Rovine di Gamala<br /><br />Vi racconto subito la fine dei suoi ragionamenti, per attirare la vostra attenzione.
<p> </p>
<p><strong>"Cristo dei vangeli possibile membro della famiglia di Giuda il galileo (forse il figlio primogenito del terrorista)"</strong> <br /></p>
<p>E'  la stessa conclusione a cui era giunto Luigi Cascioli nella sua "Favola  di Cristo", questa volta per&ograve; messa in forma possibilista. <br /></p>
<p>I  dati che prende in considerazione sono quelli riportati dai cronisti  dell'epoca, vangeli compresi, integrati con le "recenti" scoperte delle  rovine della citt&agrave; di Gamala e dei rotoli del Mar Morto. <br /></p>
<p>Sottolinea  come nei vangeli Ges&ugrave; si trova spesso sul monte, scende spesso sulle  rive del lago Tiberiade, lo vede dall'alto, ogni volta che va sul monte  scende accompagnato dalla folla, come se le folle abitassero  abitualmente sui monti e una volta quella folla voleva anche gettarlo in  un dirupo a pochi metri dalla citt&agrave;.</p>
<p>Fa spesso riferimenti ad una citt&agrave; che sta su un  monte e che per questo non pu&ograve; essere nascosta. <br /></p>
<p>Nazaret NON si presta ad essere la citt&agrave; in cui viveva il Cristo per diversi motivi. <br /></p>
<p>Non si trovano sue tracce archeologiche risalenti a duemila anni fa.</p>
<p>Ci dovrebbero essere strade, case, negozi, dirupi e una sinagoga, che non ci sono.</p>
<p>L'unica cosa antica che si &egrave; trovata a Nazaret &egrave; una tomba scavata nella roccia, basta.</p>
<p>Eppure  si trovano resti antichi in tutte le altre localit&agrave; citate nei racconti  evangelici, anche di piccolissimi villaggi nei dintorni ma, a Nazaret  niente. <br /></p>
<p>Inoltre Nazaret si trova a quaranta chilometri dal lago, &egrave; distesa su dolci colline e non c'&egrave; alcun dirupo. <br /></p>
<p>La citt&agrave; di Gamala (ritrovata nel 1967) invece &egrave; lo sfondo perfetto per le gesta raccontate nei vangeli.</p>
<p>Si  trova su un monte molto ripido, ci sono dirupi da tutte le parti, c'&egrave;  la sinagoga, si trova a pochi chilometri dal lago di Tiberiade che a  piedi si pu&ograve; raggiungere in un paio d'ore. <br /></p>
<p>Per andare da  Nazaret al lago invece ci vorrebbero due giorni almeno, uno per andare e  uno per tornare, impensabile che le folle che lo seguivano potessero  partire  e rientrare in citt&agrave; in giornata. <br /></p>
<p>Perch&eacute; allora &egrave; stata inventata Nazareth?</p>
<p>Per evitare che il Cristo detto <em>nazareno</em> potesse essere associato ai terroristi dell'epoca detti <em>nazorai</em> o <em>galilei </em>o <em>zeloti</em>,  per via della situazione politica presente in quella zona in quegli  anni e spacciando il soprannome come "nato a Nazaret" e non facente  parte dei ribelli <em>nazorei</em>, che pareva brutto. <br /></p>
<p>Anche  associare Gamala come luogo degli eventi del Cristo paolino non era  adeguato per la sensibilit&agrave; delle genti romane, dato che per conquistare  quel covo di ribelli le legioni ebbero molte perdite ed anche  Vespasiano rischi&ograve; di lasciarci la pelle. <br /></p>
<p><a rel="nofollow" target="_blank" href="http://l.facebook.com/l.php?u=http%3A%2F%2Fit.wikipedia.org%2Fwiki%2FAssedio_di_Gamala&h=KAQHF1Gwg&s=1">http://it.wikipedia.org/wiki/Assedio_di_Gamala</a> <br /></p>
<p>L'intento  dei redattori dei vangeli e di Paolo di Tarso era quello di  spoliticizzare la figura del Cristo che proponevano, allontanando dagli  scritti ogni riferimento alle rivolte giudaiche ancora troppo vive e  dolorose nei ricordi dell'impero romano e trasformandolo nella gi&agrave; nota  figura di un "Soter", un mistico. <br /></p>
<p>Ricordo ai lettori che i giudei chiamavano "Unto" (Messia) il loro Re.</p>
<p>Messia, tradotto in greco come Kristos e in latino come Cristo ma, sempre dell'unzione di un <strong>Re</strong> si tratta.Davide Re di Isralele era un Messia, un Unto, quindi un Cristo. <br /></p>
<p>Con  la scoperta dei rotoli del Mar Morto si scopre che molta della  fraseologia attribuita al Cristo dei vangeli sono pensieri degli Esseni,  che avevano il loro rito battesimale, si dicevano "ebioniti", cio&egrave;  poveri di spirito perch&eacute; usavano la condivisione totale dei beni che  entrando nella comunit&agrave;, mettevano a disposizione di tutti.</p>
<p>Di  loro stessi dicevano di essere quelli di Damasco, non la citt&agrave; della  Siria ma, la loro comunit&agrave; del deserto. L'episodio della conversione di  Paolo "sulla via di Damasco" va ripensato. <br /></p>
<p>Anche la  fraseologia attribuita a Giovanni il battista che predicava nel deserto  della Giudea e mangiava Cavallette e miele selvatico mostra una chiara  derivazione Essena, quindi il battesimo raccontato era un battesimo  Esseno. <br /></p>
<p>Alcuni degli apostoli risultano essere figli di  Giuda il Galileo, quindi fratelli del Cristo evangelico e quindi  terroristi esseno-zeloti abitanti di Gamala. <br /></p>
<p>Non avrebbe senso la paura dei sacerdoti se non si fosse trattato di ribelli galilei: <br /></p>
<p>"I  capi dei sacerdoti e i farisei, quindi, riunirono il sinedrio e  dicevano: «Che facciamo? Perch&eacute; quest'uomo fa molti segni miracolosi. Se  lo lasciamo fare, tutti crederanno in lui; e i Romani verranno e ci  distruggeranno come citt&agrave; e come nazione».Giovanni 11,47-53 <br /></p>
<p>Quando mai i romani hanno distrutto una citt&agrave; perch&egrave; qualcuno resuscitava i morti?</p>
<p>La  preoccupazione dei sacerdoti avrebbe senso solo se NON si trattava di  un pacifista che faceva miracoli, che i romani non avrebbero degnato di  alcuna attenzione ma, di una banda di ribelli con a capo qualcuno che  diceva di essere l'unto, il messia, il re, il Cristo. <br /></p>
<p>La  vicenda dell'arresto sul monte degli ulivi raccontata dalla versione in  greco dei vangeli dice che per arrestarli si mosse una Coorte, 600  uomini armati comandati da un Tribuno e la cosa non ha senso  per  arrestare un pacifista.</p>
<p>Non erano pacifisti, erano armati ed  avevano l'intenzione di provocare una sommossa in mezzo alla Pasqua  ebraica quando Gerusalemme era piena di gente. <br /></p>
<p>Anche la sequenza degli eventi descritti non ha senso.</p>
<p>Il Prefetto Ponzio Pilato muove una Coorte per arrestarlo, poi chiede di cosa viene accusato l'uomo che lui ha fatto arrestare?</p>
<p>Suona per lo meno irreale. <br /></p>
<p>Con  il ritrovamento dei rotoli di Qumram si &egrave; almeno risolta la questione  della Pasqua che, secondo le solite interpretazioni fa svolgere l'intera  scena della cattura, interrogatori, giudizio, condanna e crocifissione  nel giro di poche ore, se ci si riferisce alla Pasqua ebraica. <br /></p>
<p>Gli  Esseni non seguivano il calendario lunare dei sacerdoti ebraici ma, il  loro antico calendario solare di 364 giorni, quindi la pasqua Essena  cadeva prima della Pasqua ebraica ed allora i conti sui vangeli tornano,  era la pasqua celebrata dagli Esseni quella che raccontano. <br /></p>
<p>Restano  le incongruenze degli interrogatori da parte dei sacerdoti ebraici, uno  addirittura "fuori sede", quando sono stati i romani ad effettuare  l'arresto.</p>
<p>Probabili distorsioni tese a scaricare la colpa della crocifissione sugli ebrei e non sui romani. <br /></p>
<p>Donnini sottolinea come i vangeli siano scritture a strati.</p>
<p>Alcuni  strati sono antichi, altri pi&ugrave; recenti, come quando si descrive il rito  dell'eucarestia che per gli ebrei doveva suonare come altamente  blasfema.</p>
<p>La sola idea di bere il sangue di qualcuno, vista la  loro perdurante abitudine di rifiutare le carni non dissanguate a dovere  in quanto impure, avrebbe dovuto far loro un effetto terribile. <br /></p>
<p>Aggiunta  paolina o dei suoi discepoli rivolta ai cittadini dell'impero romano,  da sempre abituati all'idea del dio che muore, risorge e di cui ci si  pu&ograve; cibare, come nei  riti dionisiaci o mitraici dove si sacrificava un  toro simboleggiante il dio, di esso ci si cibava e col suo sangue si  battezzavano i nuovi adepti, di certo NON rivolta ai giudei che della  cosa avrebbero avuto puro orrore. <br /></p>
<p>Il cristianesimo che conosciamo &egrave; senza dubbio invenzione di Paolo di Tarso, che dice: <br /></p>
<p>"degli apostoli non vidi nessun altro, se non Giacomo, il fratello del Signore" (Gal I,19)</p>
<p>"eppure io sono convinto di non essere stato in nulla inferiore a codesti apostoli straordinari" (2Cor XI,5)</p>
<p>"vi  dichiaro apertamente fratelli che il vangelo da me predicato non viene  dall'uomo, ma per rivelazione di Ges&ugrave; Cristo" (Gal I,11-12)</p>
<p>Insomma, dice chiaramente che se l'&egrave; inventato. <br /></p>
<p>Ovviamente molti non hanno potuto accettare la sua invenzione:</p>
<p>"(I  Nazorei) accettano unicamente il Vangelo secondo gli Ebrei e chiamano  apostata l'apostolo (Paolo)..." (Teodoreto, Haer. Fabul. Comp.II,1)</p>
<p>"(gli  Ebioniti) seguono unicamente il Vangelo che &egrave; secondo Matteo e  rifiutano l'apostolo Paolo, chiamandolo apostata della legge..."  (Ireneo,Adv. Haer. I,26) <br /></p>
<p>ma nel resto dell'impero l'hanno  accettata, magari un po' "spintaneamente" ma, l'invenzione di Paolo di  Tarso alla lunga ha funzionato.</p>
<p>Ora ha fatto il suo tempo, per&ograve; <img src="/dblog/template/serpenti/gfx/smile_sorriso.gif" alt=": - )" /> <br /></p>
<p>I libri indicati sotto sono colmi di citazioni, ve li consiglio entrambi.</p>
<p> </p>
<p><strong>Gamala. Il segreto delle origini di Ges&ugrave;</strong></p>
<p><strong> Ges&ugrave; e i manoscritti del Mar Morto. Il cristianesimo delle origini e l'identit&agrave; storica di Cristo </strong></p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.lacucinaditonia.com/dblog/articolo.asp?articolo=173]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.lacucinaditonia.com/dblog/articolo.asp?articolo=173</guid>
	<dc:date>2015-04-07T14:56:35+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Piton</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[E-Cat Risultati del secondo Test - Funziona ]]></title>
	<description><![CDATA[Faccio una sintesi estrema del report linkato sotto.<br />Tutte le immagini presenti in questo post sono screenshot delle immagini presenti nel report originale.<br /><br />Gli autori sono <br /><br />Giuseppe Levi<br />Bologna University, Bologna, Italy<br />Evelyn Foschi<br />Bologna, Italy<br />Bo Höistad, Roland Pettersson and Lars Tegn&eacute;r<br />Uppsala University, Uppsala, Sweden<br />Hanno Ess&eacute;n<br />Royal Institute of Technology, Stockholm, Sweden<br /><br />hanno collaborato alle misure ed alle analisi<br /><br />
<ul>
    <li style="text-align: justify;"><span style="font-family: Trebuchet MS, sans-serif;"><i><a href="http://www.unibo.it/SitoWeb/default.aspx?UPN=david.bianchini2%40unibo.it">David Bianchini</a></i>, Bologna (</span><span style="font-family: Trebuchet MS, sans-serif;">Appendix 1. </span><span style="font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif;">Radiation measurements during the long-term test </span><span style="font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif;">of the E-Cat prototype)</span></li>
    <li style="text-align: justify;"><span style="font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif;"><i><a href="http://www.unibo.it/Faculty/default.aspx?UPN=ennio.bonetti%40unibo.it">Ennio Bonetti</a></i>, </span><span style="font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif;">Dipartimento di Fisica e Astronomia, Universit&agrave; di Bologna</span><span style="font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif;"> (</span><span style="font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif;">Appendix 2. </span><span style="font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif;">Alumina sample analysis)</span></li>
    <li style="text-align: justify;"><span style="font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif;"><i><a href="http://www.du.se/sv/Om-Hogskolan/Organisation/Sok-personal/Min-presentation/?userId=377">Ulf Bexell</a></i> e <i><a href="http://www.chalmers.se/sv/personal/Sidor/josengk.aspx">Josefin Hall</a></i>, Dipartimento di Scienza dei Materiali, </span><a style="font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif;" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Dalarna_University_College">Högskolan Dalarna</a><span style="font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif;"> </span><span style="font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif;">(</span><span style="font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif;">Appendix 3. </span><span style="font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif;">Investigation of a fuel and its reactin product using SEM/EDS </span><span style="font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif;">and ToF-SIMS)</span></li>
    <li style="text-align: justify;"><span style="font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif;"><i><a href="http://www.researchgate.net/profile/Jean_Pettersson">Jean Pettersson</a> </i>- </span><span style="font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif;">Inst. of Chemistry-BMC, Analytical Chemistry, </span><span style="font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif;">Uppsala University (</span><span style="font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif;">Appendix 4. Results ECAT ICP-MS and ICP-AES)</span></li>
</ul>
<br />Questo test &egrave; stato eseguito  in un laboratorio svizzero, quindi non nei locali di Rossi.  <br />Hanno analizzato il tubo di due cm di diametro lungo venti cm che fa da reattore ed &egrave; fatto di allumina pura. <br /><br /><img src="/public/E-Cat Tubo di allumina 450.JPG" alt="" /><br /><br />C'&egrave; un solo buco da quattro millimetri in uno dei lati, dove ci si mettono dentro le polveri,<br />la sonda K poi si chiude il tutto con cemento di allumina.  <br /><br />Fuori ci sono  tre resistenze avvolte parallele, alimentate ognuna dalle fasi della corrente trifase. <br />Nella foto sopra sono state tagliate per pesare solo il tubo.<br /><br /><img src="/public/E-Cat alimentazione resistenze 450.JPG" alt="" /><br />I rettangoli celeste sono i due strumenti che misurano tutto quello che succede sulle <br />singole fasi, prima e dopo il sistema di controllo delle resistenze.<br /><br /><br />Prima hanno acceso la stufetta senza polveri dentro, <br /><br /><img src="/public/E-Cat vuoto 450.JPG" alt="" /><br /><br />l'hanno tenuta accesa 23 ore e con essa hanno tarato gli strumenti<br /><br /><br /><br /><br /><img src="/public/E-Cat Taratura strumenti con reattore vuoto 450.JPG" alt="" /><br /><br /><br /><img src="/public/E-Cat disposizione apparati 450.JPG" alt="" /><br />Disposizione degli apparati<br /><br /><br />poi l'hanno spenta ed attraverso il buco da 4 millimetri ci hanno versato dentro un grammo <br />di combustibile in polvere, che era stato precedentemente analizzato agli spettrometri di massa e ai rivelatori di radiazioni.  <br /><br /><br /><br />Hanno tenuto acceso la stufetta per 32 giorni <br /><img src="/public/E-Cat in funzione 1 450.JPG" alt="" /><br /><br /><br /><img src="/public/E-Cat in funzione 2 450.JPG" alt="" /><br /><br /><br /><br /><br />misurando un ecceso di energia di un megawatt e mezzo,<br /><br /><br /><img src="/public/E-Cat consumi 450.JPG" alt="" /><br />Consumo di corrente dell'apparato<br /><br /><img src="/public/E-Cat produzione netta 450.JPG" alt="" /><br />Produzione netta<br /><br /><br /><img src="/public/E-Cat COP 450.JPG" alt="" /><br /><br /><br /><br /><br />poi l'hanno spenta, lasciata raffreddare ed estratto le polveri, che sono state di nuovo <br />passate agli spettrometri ed ai rivelatori di radiazioni.<br /><br />I risultati sugli isotopi sono i pi&ugrave; dirompenti perch&egrave; sono la firma di reazioni nucleari,<br />impossibili secondo il nostro attuale racconto del mondo.  Per&ograve; ci sono. <br /><br />Se ci sono significa che sono avvenuti processi nucleari. <br />Prima dell'accensione della stufetta il Nichel 62 era il 3,6% di tutto il Nichel <br />Allo spegnimento il Nichel 62 era il 98,7%, almeno. <br />Come si &egrave; formato?  <br /><br />Anche il Litio che si compra &egrave; composto da Litio 6 e da Litio 7. Litio 7 93 %    - Litio 6  7 % <br />Insomma il Litio &egrave; quasi tutto Litio 7 <br />Allo spegnimento il Litio 7 era solo il 7.9% del totale del Litio. <br />Che fine ha fatto il Litio 7 mancante?  <br />Pu&ograve; succedere solo con reazioni nucleari che non dovrebbero essere possibili in quelle condizioni e senza emissione di radiazioni di nessun tipo.  <br />Non si spostano neutroni con la chimica.   <br /><br />A proposito del decadimento osservato del Litio 7 gli autori scrivono:  <br />"Si pu&ograve; speculare sulla natura di tali reazioni. Considerando il Litio e trascurando per un attimo il problema della barriera di Coulomb l'esaurimento delle 7Li potrebbe essere dovuto alla reazione p + 7Li -> 8Be -> 4He + 4He.  ... In questo caso la grande energia cinetica del 4He (distribuito tra 7 e 10 MeV) &egrave; trasferita come calore nel reattore tramite scattering di Coulomb multiplo nel solito processo di arresto. Si pu&ograve; quindi stimare quanto questa reazione contribuisce al calore totale prodotto nel nostro test.  Dall'analisi ICP-AES troviamo che vi &egrave; circa 0,011 grammi di 7Li in un grammo di combustibile.  Se ogni nucleo 7Li rilascia circa 17 MeV troviamo allora che l'energia totale disponibile diventa 0,72 MWh.  Questo &egrave; inferiore ai 1,5 MWh realmente prodotti nei nostri 32 giorni di test, quindi altra energia deve provenire da altre reazioni, a giudicare da questa stima molto approssimativa e speculativa."  <br /><br />Ovviamente sono solo ipotesi. <br />Nessuno sa come spiegare questi dati sperimentali ma, almeno ci si pensa e in giro ci sono delle belle menti.   <br /><br />Sembra di rivivere i tempi di Marconi e della sua Radio.<br /><br />Non era possibile che le onde radio curvassero arrivando dall'altra parte del pianeta perch&eacute; vanno sempre dritte ed &egrave; verissimo ancora oggi che vanno dritte.<br />Invece Marconi mostr&ograve; che le sue curvavano. <br /><br />Solo DOPO ci si &egrave; spiegati il come mai succede, scoprendo che esiste una ionosfera, di cui prima si sapeva niente, che riflette le onde fino a una certa frequenza e quindi risulta vero sia che vanno sempre dritte, sia che possono raggiungere l'altro lato del pianeta come mostr&ograve; Marconi.<br /><br />Con l'E-Cat sta succedendo la stessa cosa. <br />L'esperimento mostra che succede qualcosa che non dovrebbe succedere, ora sta ai teorici spiegare il come mai succede.<br /><br />Un Grazie al Blog di Daniele Passerini che ha dato tra i primi la notizia.<br /><br />http://www.sifferkoll.se/sifferkoll/wp-content/uploads/2014/10/LuganoReportSubmit.pdf]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.lacucinaditonia.com/dblog/articolo.asp?articolo=170]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.lacucinaditonia.com/dblog/articolo.asp?articolo=170</guid>
	<dc:date>2014-10-11T00:51:51+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Piton</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Alcune considerazioni sul concetto di anima]]></title>
	<description><![CDATA[<img src="/public/fiamma.jpg" alt="" /><br /><br />Dalle descrizioni che se ne fanno dovrebbe essere quella cosa che rende noi ci&ograve; che siamo, la nostra consapevolezza di esserci, la nostra indole, i ricordi delle sensazioni e delle azioni. <br /><br />Dovrebbe essere anche qualcosa di noi che resta dopo il disfacimento del corpo fisico, che osserva dall'alto i propri cari e quindi li riconosce, dovrebbe poter soffrire in un inferno o gioire in un paradiso.  <br /><br />A me risulta che le percezioni ed i ricordi siano costituiti da modifiche all'esistente. <br /><br />Non si pu&ograve; scrivere un libro senza modificare niente, non si pu&ograve; registrare un film senza modificare niente, non ci pu&ograve; essere alcuna percezione positiva o negativa senza che qualche sensore venga modificato.<br /><br />Fino a quando si &egrave; vivi e con un corpo fisico non c'&egrave; alcun problema. <br />L'architettura del corpo si modifica in seguito agli stimoli percepiti e ricordati. <br />Nuove connessioni sinaptiche si generano, altre vengono attenuate, altre potenziate nella registrazione del ricordo di quanto percepito.  <br /><br />Senza una architettura fisica non c'&egrave; niente che possa essere modificato da una percezione, niente che possa essere scritto da qualche parte per generare un ricordo, niente che possa essere letto per ricordare.  Insomma, l'idea di anima &egrave; una idea senza senso.]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.lacucinaditonia.com/dblog/articolo.asp?articolo=169]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.lacucinaditonia.com/dblog/articolo.asp?articolo=169</guid>
	<dc:date>2014-10-04T12:13:46+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Piton</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Giocando con le Chiocciole]]></title>
	<description><![CDATA[<br /><br /><br /> <a href="/public/a-chioccioline_1_1024.JPG"><img alt="" src="/public/a-chioccioline_1_450.JPG" /> </a> <br /><span style="font-family: Comic Sans MS;"><font size="1">Cliccando sulle foto si ingrandiscono</font></span><br /><br />La cosa &egrave; iniziata per caso, ponendo in un contenitore le poche lumache trovate nei giorni di pioggia perch&eacute; crescessero di   numero fino a diventare porzione per due.  <br /><br />Un giorno trovammo in quel contenitore un esercito di lumachine appena nate, allora abbiamo indagato e scoperto che le lumache   avevano deposto le uova sotto la terra che avevamo messo sul fondo e dato che stavano gi&agrave; li da oltre un mese, le uova avevano   fatto in tempo a schiudersi e noi a vedere le lumachine.  <br /><br />Abbiamo deciso di allevarle e cos&igrave; &egrave; cominciata la sperimentazione.  <br /><br />Inizialmente tenevamo le lumache in un lungo vaso rettangolare di terracotta con sotto terriccio e sopra una cornice di legno a   coprire a cui avevamo applicato con la spara grappette una rete a maglie fitte.<br /><br />Poi abbiamo comprato per pochi euro alla Ikea dei contenitori di plastica a cui abbiamo apportato delle modifiche, quali dei   buchi sul fondo per il drenaggio dell'acqua e una finestrella sul coperchio a cui abbiamo incollato, con la colla a caldo, la   solita retina fitta fitta. <br /><br />Sul fondo terriccio, per dar modo alle chiocciole adulte di deporre le uova. Abbiamo separato in contenitori diversi le lumache che avevamo, grandi, medie, piccole e nuovi nati.  <br /><br /> <a href="/public/a-chiocciole_contenitore_con_terriccio_1024.JPG"><img src="/public/a-chiocciole_contenitore_con_terriccio_450.JPG" alt="" /></a><br /><br /><br />La cosa &egrave; andata avanti per alcune settimane poi, oltre ai problemi di pulizia dei contenitori, abbiamo toccato con mano la   difficolt&agrave; di recuperare le uova dalle covate per utilizzarle come caviale.  <br /><br />La soluzione che abbiamo trovato &egrave; stata quella di eliminare completamente il terriccio dal fondo dei contenitori per confinarlo   dentro dei vasetti trasparenti, che possono essere anche dei fondi di bottiglia di plastica, posti dentro i contenitori   principali. <br /><br /><a href="/public/a-chiocciole_contenitore_senza_terriccio_1024.JPG"><img src="/public/a-chiocciole_contenitore_senza_terriccio_450.JPG" alt="" /></a><br /><br />In questo modo diventa facile la pulizia dato che c'&egrave; solo da levare le lumache e i due vasi, buttare i residui del cibo nella   pattumiera e lavare i contenitori sotto l'acqua.  Alle lumache pare non importare se la terra dove deporre le uova sia distribuita o concentrata, quando serve la trovano.  <br /><br /><a href="/public/a-chiocciola_che_depone_1024.JPG"><img alt="" src="/public/a-chiocciola_che_depone_450.JPG" /></a><br /><br /> Ulteriore vantaggio &egrave; che si puo facilmente controllare la presenza di uova dall'esterno del contenitore del terriccio, perch&egrave; &egrave;   trasparente,   <br /><br /><a href="/public/a-covata_uova_di_chiocciola_1024.JPG"><img alt="" src="/public/a-covata_uova_di_chiocciola_450.JPG" />  </a><br /><br />per poi raccoglierle capovolgendo semplicemente il vaso pieno di terriccio su un foglio di carta   <br /><br /><a href="/public/a-chiocciole_vaso_capovolto_1024.JPG"><img alt="" src="/public/a-chiocciole_vaso_capovolto_450.JPG" /> </a> <br /><br />e con la covata in bella vista. <br /><br /><a href="/public/a-raccolta_uova_di_chiocciola_1024.JPG"><img alt="" src="/public/a-raccolta_uova_di_chiocciola_450.JPG" /></a><br /><br />Dalle nostre parti in giro si trovano solo un paio di variet&agrave; di lumache, le Aspersa e le Rigatelle.<br /><br />Le Aspersa sono pi&ugrave; grandi e crescono prima.  <br />Sono tutte ermafroditi incompleti, cio&egrave; hanno bisogno di un partner per produrre uova fertili e non possono fare tutto da soli.<br /><br />Nella foto sotto due Aspersa in accoppiamento.  <br /><br /><a href="/public/a-chiocciole_in_amore_1024.JPG"><img alt="" src="/public/a-chiocciole_in_amore_450.JPG" /> </a>  <br /><br />L'accoppiamento dura decine di ore. <br />Hanno gli organi sessuali sulla destra del "collo" e di dimensioni enormi rispetto alle dimensioni totali del corpo, altro che   cavalli <img src="/dblog/template/serpenti/gfx/smile_sorriso.gif" alt=": - )" />   <br /><br />Dopo quindici o venti giorni dall'accoppiamento (dipende dalla temperatura esterna) entrambe depongono le uova scavando una buca   nella terra.<br /><br />Il numero di uova deposte ogni volta varia ma, per la nostra esperienza non sono mai meno di una cinquantina. <br /><br />La dimensione delle uova dipende dalla specie. <br />Le Aspersa fanno uova pi&ugrave; grandi delle Rigatelle ed anche i nuovi nati sono pi&ugrave; grandi.  <br />Lasciate a se stesse le uova deposte si trasformano lentamente in chiocciole miniatura che, quando pronte, emergeranno dal   terreno per affacciarsi al mondo. <br /><br /><a href="/public/a-uova_divenute_chiocciole_1024.JPG"><img alt="" src="/public/a-uova_divenute_chiocciole_450.JPG" /></a>  <br /><br />In natura &egrave; il momento della strage dato che li mangiano quasi tutti e la mortalit&agrave; infantile &egrave; altissima.  In cattivit&agrave; invece sopravvivono quasi tutti.  <br /><br /><a href="/public/a-chioccioline_su_foglia_di_lattuga_1024.JPG"><img alt="" src="/public/a-chioccioline_su_foglia_di_lattuga_450.JPG" /> </a><br /><br />Dopo aver adottato la soluzione dei contenitori senza terriccio distribuito, per liberare i vasi e renderli disponibili per altre   covate abbiamo spostato le uova prelevate dai vasi di deposizione in altri piccoli contenitori di plastica con coperchio a cui   sul fondo abbiamo aggiunto una salvietta di carta imbevuta d'acqua per non far mancare loro l'umidit&agrave; necessaria alla   metamorfosi.  <br /><br /><a href="/public/a-uova_su_salvietta_1024.JPG"><img src="/public/a-uova_su_salvietta_450.JPG" alt="" /> </a> <br /><br />Quando le uova si sono trasformate in chioccioline queste si arrampicano in alto, spinti da un istinto primordiale e le si   ritrova quasi tutte sotto al coperchio e sulle pareti.<br /><br /> A quel punto possono essere trasferite nei contenitori pi&ugrave; grandi insieme agli altri nuovi nati dove troveranno il cibo e l'acqua   necessaria per diventare grandi.   <br /><br />Quando il numero di piccoli ha superato i mille e cinquecento abbiamo smesso di contarli e le nuove covate le abbiamo trasformate   in caviale.  <br />Va bene l'affetto per i cuccioli in genere ma, quando &egrave; troppo &egrave; troppo <img src="/dblog/template/serpenti/gfx/smile_sorriso.gif" alt=": - )" />  <br /><br />Per trasformare le uova in caviale le abbiamo raccolte con meno terra possibile e poi poste in una bacinella d'acqua profonda. Il terriccio &egrave; pi&ugrave; pesante e denso delle uova quindi va a fondo poi, agitando l'acqua l'abbiamo versata dentro un setaccio   metallico a maglie strette (quello che si usa per setacciare la farina) badando di non versarla tutta, altrimenti si verserebbe   nel setaccio anche il terriccio sul fondo. <br /><br />Ripetendo questa operazione due o tre  volte si riesce ad eliminare qualsiasi traccia di terriccio.  <br /><br /><a href="/public/a-caviale_di_lumaca_lavato_1024.JPG"><img src="/public/a-caviale_di_lumaca_lavato_450.JPG" alt="" /> </a>  <br /><br />Le uova pulite ora possono essere trattate aggiungendo sale fino per il tre per cento del loro peso e poste in frigo in   contenitori di vetro chiusi. <br /><br />Abbiamo voluto sperimentare quanto tempo si conservano in queste condizioni ed appurato che dopo tre mesi erano ancora bianche e   con il sapore indistinguibile dalle uova consumate fresche.  <br /><br /><a href="/public/a-tartine_di_bosco_1024.JPG"><img src="/public/a-tartine_di_bosco_450.JPG" alt="" /> </a> <br /><br />Il quarto mese avevano cambiato colore, tendendo a un nocciola chiaro. <br />Le abbiamo buttate senza nemmeno assaggiarle quindi almeno tre mesi durano.  <br /><br /><span style="font-weight: bold;">Cosa serve alle chiocciole. </span><br /><br />I piccoli amano la lattuga, le fettine di cetriolo e l'osso di seppia, trascurano le farine.<br /><br /><a href="/public/a-chioccioline_su_osso_di_seppia_1024.JPG"><img src="/public/a-chioccioline_su_osso_di_seppia_450.JPG" alt="" /> </a><br /><br />Gli adulti oltre a quello che mangiano i piccoli gradiscono anche le fettine di carota e gli sfarinati. <br /><br />Anzi, se sono presenti gli sfarinati mangiano prima gli sfarinati.<br />Per sfarinato intendo una miscela di farine anche solo di grano e di mais (Polenta).  <br /><br />Le farine forniscono loro tutte le sostanze che servono, le fanno crescere velocemente e induriscono il loro guscio. <br /><br />Senza farine &egrave; assolutamente necesario fornire loro l'osso di seppia che fornisca il calcio necessario al guscio.  <br /><br />Tutti hanno bisogno che l'ambiente non sia secco quindi aggiungere in esso la giusta quantit&agrave; di acqua senza affogarle.  <br /><br />In questo post a volte uso la parola  chiocciole  ed a volte le chiamo lumache. <br />La dizione corretta &egrave; chiocciole, le lumache sono quelle senza guscio anche se nella lingua corrente si usano entrambe le parole   per indicare le chiocciole. <br /><br />Le vere lumache si chiamano Limacce e non sono commestibili.<br />Nella foto sotto due cuccioli delle diverse specie.<br /><br /><a href="/public/a-chiocciola_e_limaccia_1024.JPG"><img src="/public/a-chiocciola_e_limaccia_450.JPG" alt="" /> </a>    <br /><br /><span style="font-weight: bold;">Conclusioni</span><br /><br />Allevare chiocciole &egrave; facile e poco impegnativo, non puzzano e possono essere accudite ogni tre giorni spendendo mezz'ora di   tempo. <br /><br />Allevarle in contenitori di plastica per la consumazione diretta non &egrave; conveniente, sono necessarie troppe attenzioni ed il loro   numero &egrave; necessariamente piccolo, l'allevamento all'aria aperta, come fanno gli allevatori di professione, &egrave; molto preferibile.  <br /><br />Se invece si vuole auto prodursi dell'ottimo caviale di bosco la soluzione che abbiamo sperimentato &egrave; soddisfacente,  bastano una trentina di chiocciole adulte, grandi come quelle nella foto dove si accoppiano.]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.lacucinaditonia.com/dblog/articolo.asp?articolo=167]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.lacucinaditonia.com/dblog/articolo.asp?articolo=167</guid>
	<dc:date>2014-01-25T22:14:24+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Piton</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Buon Natale]]></title>
	<description><![CDATA[Oggi &egrave; il solstizio d'inverno ed ho letto in giro molte dotte spiegazioni, tutte corrette ma, forse si pu&ograve; dire pi&ugrave; facile <br /><br />E' che ultimamente il sole a mezzogiorno &egrave; molto basso e ogni giorno sempre pi&ugrave; basso, fino ad oggi.<br />La foto sotto &egrave; la posizione del sole a mezzogiorno durante l'anno.<br />Si chiama Analemma e non &egrave; qualcosa di porno <img src="/dblog/template/serpenti/gfx/smile_sorriso.gif" alt=": - )" /><br /><br /><img src="/public/analemma.jpg" alt="" /><br /><br />Domani a mezzogiorno il sole sar&agrave; nello stesso posto di oggi e dopo domani anche. <br />Sol-Stizio cio&egrave; il sole sta fermo.  <br />Poi il terzo giorno comincia a salire, a mezzogiorno sta pi&ugrave; in alto del giorno prima e poi ogni giorno sempre di pi&ugrave;.  <br /><br />Dopo tre giorni risorge. <br /><br />Vi ricorda niente?<br />Buon Natale <img src="/dblog/template/serpenti/gfx/smile_sorriso.gif" alt=": - )" />]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.lacucinaditonia.com/dblog/articolo.asp?articolo=160]]></link>
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	<dc:date>2013-12-21T23:51:13+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Piton</dc:creator>
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	</channel></rss>