La vita fino a noi
Di Piton (del 16/03/2010 @ 01:44:10, in Il mio racconto del mondo,  1473 lettori)
Seguo con interesse gli sviluppi della storia che emergono giorno dopo giorno.

Ad oggi è evidente che tutti gli esseri viventi provengono da un solo antenato.
Tutti, dai microbi alle alghe unicellulari, alle piante, agli animali.
Tutti quelli che producono amminoacidi li producono dello stesso tipo che devia la luce polarizzata a sinistra, levogiri si chiamano.

Se la vita si fosse presentata più volte, alla seconda o alle successive volte niente avrebbe potuto impedirle di usare anche molecole destrogire e invece tutti gli esseri viventi usano solo le prime. I dettagli sul dove possa essere apparsa la vita la prima volta sono solo congetture.

Dal brodo primordiale fino alle più recenti ipotesi sotterranee dove avrebbe potuto anche resistere agli impatti disastrosi dei meteoriti che colpivano la terra nelle prime centinaia di milioni di anni della sua infanzia dato che si sono trovati batteri che vivono e prosperano nel sottosuolo fino a dieci km di profondità. Prima di questa scoperta nei calcoli della "biomassa" cioè del peso totale di tutti i viventi presenti sul pianeta non si prendeva in considerazione il sottosuolo che, una volta aggiunto ai calcoli incide sul totale in maniera enormemente significativa. Anche se tutta la vita sparisse dalla superfice del pianeta la "vita" non morirebbe perchè sotto terra ce n'è per milioni di tonnellate.

Che tutti siamo imparentati è ormai evidente. Siamo fatti tutti degli stessi mattoncini Lego, disposti in numero ed ordine diverso. Non c'è nemmeno l'ombra di un "progettista" che abbia prodotto esemplari unici usando pezzi originali, tutto è riciclato e ricomposto in mille modi, a caso. Poi ci pensa la necessità ad eliminare le configurazioni che non funzionano in quell'ambiente.

Un metodo rozzo, crudele ma, efficace.
La chiamano selezione naturale.

Funziona benissimo anche nella progettazione di nuovi circuiti elettronici una volta applicato il metodo di selezione naturale anche al mondo dei bit. Programmi di questo tipo si sono "reinventati" circuiti elettronici oscillanti che gli uomini avevano scoperto solo qualche decina di anni fa e ne hanno inventati anche molte varianti originali, mai pensate dall'uomo e che funzionano.

Insomma, l'abbinamento caso+necessità funziona benissimo sia teoricamente nel descrivere quanto si osserva, sia praticamente.

Per funzionare però ha bisogno di molti cicli di "nascita e morte" con il vantaggio di *conservare* le configurazioni che funzionano bene sostituendole solo che quelle che "per caso" funzionano meglio.

Il numero di tentativi che la vita ha avuto sul pianeta per adattarsi al meglio al suo ambiente sono un numero enorme che si può intuire considerando che noi uomini, che siamo tra i più longevi, in cento anni produciamo quattro generazioni, in mille 400, in diecimila 4000, in centomila anni 40.000, in un milione di anni, 400.000, in un miliardo 400.000.000 di generazioni e di miliardi di anni dalla comparsa della vita ne sono passati circa 4, da quanto ci risulta ad oggi.

Il tutto moltiplicato per il numero degli esseri viventi produce una cifra impossibile da scrivere se non in notazione esponenziale, un numero enorme.

Tale numero enorme di tentativi non basta da solo a descrivere la complessità che si vede tutto intorno a noi se non fosse strettamente legato anche alla conservazione di quanto già funzionante.

Non si parte ogni volta da zero, si parte da quello che c'è e lo si modifica quasi sempre in peggio, raramente in meglio ma da quell'ultimo meglio poi si riparte nel tentativo casuale di produrre un meglio assai.

I creazionisti nelle loro critiche all'evoluzionismo, dimenticano sempre questo aspetto fondamentale del meccanismo evolutivo e fanno i loro conti "probabilistici" ignorandolo completamente sbandierando poi l'impossibilità statistica che per caso si possa formare un occhio... e quindi l'unica spiegazione è che l'ha creato già così un qualche dio, il loro ovviamente : - )

Che siamo strettamente imparentati con le scimmie è evidente a chiunque sappia guardare senza i filtri religiosi.

Desmon Morris, molti anni fa scrisse "La scimmia nuda" un testo precedente alle moderne tecniche d'indagine molecolare dove, solo immaginando di guardare il pianeta con gli occhi di un visitatore spaziale, si raccontava che sul pianeta vivono molte scimmie e la scimmia nuda ha prevalso numericamente e spazialmente su tutte le altre.

E' di una evidenza lampante che i creazionisti di vario colore si rifiutano di vedere, come l'antico cardinale che non voleva vedere i satelliti di Giove girare intorno ad esso guardando nel cannocchiale di Galileo, perchè non poteva essere vero.

Continuano a comportarsi così anche oggi che la biologia molecolare ha dimostrato senza ombra di dubbio le parentele strettissime che ci legano ai bonobo ed agli scimpanzè.

Non può essere vero e non vogliono guardare.