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Le paste di mandorla sono una specialità della costa jonica
siciliana, ad Acireale ci sono alcune pasticcerie che
di esse hanno fatto emblema.
Molte volte abbiamo provato a riprodurle ottenendo quasi sempre
dei pasticci immangiabili anche dopo aver fatto estorcere
dai parenti in loco, la ricetta esatta ma, i furbastri
pur fornendo esattamente le dosi hanno sempre evitato
di raccontare il loro segreto, in mancanza del quale
il fallimento è assicurato, pur mettendo insieme tutti
i componenti giusti.
Metti le mandorle fredde di frigorifero e metà dello zucchero in un robottino,
a lame rotanti e frulla finchè le mandorle diventino farina.
Con l'altra metà dello zucchero e il cucchiaino di miele
monta gli albumi come a fare le meringhe.
Quando gli albumi sono montati e stabili,
aggiungi la farina di mandorle e zucchero preparata prima.
Mescola con un movimento dal basso verso l'alto, per ridurre la
distruzione delle bollicine d'aria negli albumi montati a neve.
Metti in frigo per due o tre ore in modo che il composto si freddi e solidifichi,
tanto da poter essere trattato a mano.
Prendendolo a cucchiaiate nel palmo della mano, rotolalo a formare
un cilindro che poi sagomerai a forma di "S" oppure fai una pallina che
schiaccierai tra le dita a darle una forma irregolare.
Ponili in una teglia foderata di carta forno e lasciali seccare per una notte.
Il "segreto" sta nel fatto che NON si possono infornare subito appena preparati
DEVONO restare almeno 4 ore ad asciugare all'aria (una notte è meglio) in modo
che la loro superfice risulti al tatto quasi secca e solo a questo punto possono
essere infornati.
Porta la temperatura del forno a 150° C ed infornali,
per circa 15/20 minuti totali.
Non preoccuparti se quando estratti dal forno li senti ancora morbidi, si
induriranno raffreddandosi.
Appena sfornati spolverizza la superfice con abbondante
zucchero a velo. Lasciale raffreddare alcune ore,
poi riponile in un contenitore a chiusura ermetica.
Nelle prime ore risulteranno un po' gommose al centro ma,
con il passare delle ore la gommosità scomparirà e risulteranno
buonissime il giorno dopo e per l'intera settimana.
NOTE
Lo zucchero a velo si può autoprodurre frullando
ad alta velocità il normale zucchero semolato.
Le bollicine d'aria rimaste intrappolate negli albumi montati a neve,
durante la cottura si espanderanno provocando un leggero aumento
delle dimensione dei dolci.
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